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Seisaku's Wife (1965)

Friday, 28 September 2012 02:22 Stefano Locati Film - Giappone
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seisakus_wife_0Melodramma raffinato ispirato a una novella di Yoshida Genjiro, autore di inizio Novecento quasi per niente tradotto in occidente. In un bianco e nero spietato, Masumura Yasuzo segue l'insolita passione tra una donna perduta e il giovane prediletto di una piccola comunità rurale. L'impostazione classica, dominata dalla colonna sonora sontuosa e dai toni tragici, non impedisce affondi in un lirismo traboccante sensualità decadente. Le esasperazioni tipiche del genere, tenute sotto controllo dai dialoghi essenziali pennellati da Kaneto Shindo, si fondono al ritratto vivido della malignità intrinseca in un villaggio isolato, preda di dicerie e malelingue. Seisaku's Wife è un viaggio intenso nelle derive dell'amore costretto alla marginalità, fino a rasentare la follia.

Okane è data in sposa a un uomo più anziano, che in cambio paga il sostentamento della sua famgilia. Quando il vecchio si spegne, la ragazza torna al villaggio natale insieme alla madre, solo per scoprire quanto sia ancora vivo il disprezzo dei compaesani, che le isolano e le relegano ai margini della vita comune. Alla morte della madre, l'unico a farsi avanti per aiutare Okane è Seisaku, giovane di buone speranze appena tornato dal servizio militare di leva, visto dai giovani come un modello e dagli anziani come un esempio da seguire. Seisaku dovrebbe sposare Oshina, amica d'infanzia, ma si invaghisce di Okane e - contro il parere di tutti - la sposa, accettando l'ostracismo conseguente. Dopo qualche tempo arriva però la temuta chiamata alle armi, per la guerra contro la Russia, e Seisaku è costretto a partire, lasciando sola Okane.
In apparenza Seisaku's Wife è meno dirompente rispetto ad altri film di Masumura, più incline a seguire le convenzioni narrative, ma conserva il nervosismo tipico del regista negli scatti improvvisi che in poche sequenze riassumono lunghi archi temporali. La storia è capace di coinvolgere lo spettatore, fino allo struggimento, grazie soprattutto al volto impassibile, fiero e comunque fragile di Wakao Ayako, attrice prediletta da Masumura, non a caso quell'anno eletta migliore interprete femminile dalla prestigiosa rivista Kinema Junpo e ai Blue Ribbon Awards. Se l'impianto ha il sapore tradizionale delle grandi storie d'amore contrastato, e funziona egregiamente in quanto tale, Masumura conserva però le asperità del suo cinema, presentandole sottilmente tramite i commenti dei paesani, che punteggiano la narrazione e contribuiscono a rendere palpabile l'atmosfera opprimente cui è costretta Okane. Fino alla splendida parte finale, che in un ribaltamento sapientemente dosato porta Seisaku a comprendere quanto sua moglie abbia realmente sofferto in passato, sperimentandolo sulla propria pelle, permettendogli così di rileggere il gesto folle che lei ha compiuto. Al di là di qualche aspetto didascalico, un mélo sontuoso assolutamente da riscoprire.


paese: Giappone
anno: 1965
regia: Masumura Yasuzo
sceneggiatura: Shindo Kaneto
attori: Wakao Ayako (Okane), Tamura Takahiro (Seisaku), Chiba Nobuo (Heisuke), Konno Yuka (Oshina), Hayakawa Yuzo, Narita Mikio, Tonoyama Taiji




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