Love for an Idiot / La gatta giapponese (1967)

love_for_an_idiot_0Commedia dai toni amari che riprende lo scontro tra tradizione e occidentalizzazione nel Giappone industrializzato per trasferirlo alla relazione tra un salaryman maturo e una giovane moga (contrazione di "modern girl"). Masumura Yasuzo prende nuovamente spunto da Tanizaki Junichiro, privilegiando in questo caso toni scanzonati, e mette in scena un'ossessione amorosa che passa dalla dominazione alla sottomissione in un concentrato di colori, suoni e movenze sixties.

Joji è un colletto bianco in una grande fabbrica: non ama lo sport, le bevute con gli amici o la socializzazione, tanto che i colleghi sono preoccupati che non riesca a dissipare lo stress accumulato sul lavoro. L'uomo però rivela di avere una valvola di sfogo: un animaletto domestico, un gattino, sua grande passione. All'insaputa di tutti, a parte il suo vicino voyeur, in realtà Joji sta allevando una giovanissima ragazza, Naomi, conosciuta in un bar, per farla fiorire in una perfetta donna occidentale, che parli correntemente inglese e sappia ballare lo swing. Crescendo, Naomi rivela però tutta la sua cocciutaggine e la sua abilità manipolatoria nell'imporre ogni suo desiderio all'uomo più anziano di lei.
Serializzato nel 1924 prima sull'Osaka Morning News e poi su Josei, significativamente una rivista femminile stampata tra il 1922 e il 1928 che promuoveva una maggiore indipendenza della donna, L'amore di uno sciocco/Chijin no ai è inscritto in quel percorso di fascinazione critica per l'occidente di Tanizaki, che incarna in Naomi l'insieme di desiderio e pericoli della modernizzazione propri dell'era Taisho (1912-1926). In questo contesto si inserisce anche il discorso amoroso come rapporto di forza tra dominante e dominato che percorre tutta la sua opera. Il testo, che era già stato adattato al cinema da Kimura Keigo dopo la seconda guerra mondiale, trova nuova contestualizzazione nel periodo di boom economico degli anni '60: Masumura accentua i richiami pop (vestiti sgargianti, movenze da pin up, nuove tendenze musicali), accentua la differenza d'età tra i due protagonisti e muta sottilmente la storia nell'incomprensione generazionale tra due universi paralleli, quello tra vecchio e nuovo Giappone, che nonostante le divergenze sono costretti a un rapporto di stretta interdipendenza. Love for an idiot/La gatta giapponese parte come una favola scanzonata che mescola lolitismo ed erotismo, con pose maliziose e scatti conturbanti con i primi timidi nudi, per diventare più disperato nella seconda parte, quando la rottura tra Joji e Naomi trasforma l'amore ormai infranto in una ossessione implacabile. La regia è spigliata, con intermezzi di fotografie statiche e stacchi sui rumori della fabbrica a punteggiare gli avvenimenti, ma la narrazione non si discosta mai molto dalla superficie luccicante delle cose, risultando a distanza di tempo più datata rispetto ad altri film di Masumura. Restano comunque impresse molte sequenze che raffigurano un nuovo modo di intendere le relazioni, come la scena nel letto matrimoniale occupato da Joji, Naomi e due dei suoi pretendenti, suoi coeatanei, costretti in casa da un guasto alla macchina e impegnati in titillazioni ammiccanti di cui la ragazza è prima artefice. Rimane di sottofondo la parte sulla dominazione, con il capovolgimento della situazione iniziale: Joji, da tutore-padrone della ragazza, si trasforma in burattino, felice di obbedirle pur di averla con sé. Love for an Idiot è un film sbarazzino, datato sotto certi aspetti, ma scorrevole e sempre incalzante.


paese: Giappone
anno: 1967
regia: Masumura Yasuzo
sceneggiatura: Ikeda Ichiro
attori: Okusu Michiyo (Naomi), Ozawa Shoichi (Joji), Tamura Masakazu (Nobuo), Kuraishi Isao (Kumagai), Murase Sachiko, Konno Yuka, Kyokawa Tamae, Hayakawa Yuzo