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Escape from Japan (1964)

Thursday, 04 October 2012 10:33 Stefano Locati Film - Giappone
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escape_from_japan_0Nell'anno delle Olimpiadi a Tokyo, le prime in Asia, Yoshida Kiju, alias Yoshida Yoshishige, realizza un noir arroventato e nervoso che si rivolta contro tutta la società giapponese. La disastrosa rapina di tre fuorilegge a una casa d'appuntamenti si trasforma in una fuga jazzata che ribalta il concetto d'azione in immobilità: il protagonista, dopo un duplice omicidio, è in una corsa costante contro la polizia, ma è ancorato a un elastico che continua ad arrestarne il movimento, nel ritornare alla donna cui ha salvato la vita, e che in realtà è la sua unica salvezza. Un film spigoloso, urlato, anche nella recitazione che scompone l'usuale contegno giapponese, ma febbrile nelle sue aspirazioni metafisico-nichiliste.

Tatsuo fa il tuttofare in un club, mentre sogna di emigrare negli Stati Uniti per diventare cantante. Una sera Takashi, batterista con tendenze criminali che esercita un ascendente totale sul ragazzo, gli chiede in prestito la stanza per consumare una notte d'amore con Yasue, ragazza che lavora alle terme. L'uomo sta architettando il piano di una rapina in cui coinvolge anche Tatsuo, Yasue e un terzo complice. A causa di un allarme, e della crisi di astinenza di Takashi, dipendente dalla droga, il colpo va male e gli uomini sono costretti a uccidere un poliziotto. La coesione del gruppo si sfalda, e Tatsuo si ritrova a fuggire insieme a Yasue, da cui è ovviamente attratto.
Commissionato dalla Shochiku, che voleva sfruttare il crescente successo del genere action, Escape from Japan è un'esperienza frammentaria e insieme furente: Yoshida accettò di girarlo a condizione di poterne scrivere la sceneggiatura e di avere l'ultima parola sulla regia. Le tensioni con la produzione portarono infine alla rottura con lo studio, chiudendo una prima fase della carriera del regista. Evoluzione delle tematiche riottose di Good-for-Nothing (1960) e della ricerca formale di Akitsu Springs (1962), il film è un volo entro il cinema di genere che preferisce l'immediatezza alla coerenza. Senza l'estro iconoclasta di Suzuki Seijun, Yoshida si concentra sulle geometrie pulsionali che uniscono i due protagonisti e li allontanano dal resto della società: Tatsuo si ritrova a testimoniare l'uccisione di un poliziotto, ad assalire un suo compagno e a far fuori un boss della yakuza, trovandosi immischiato con soldati statunitensi e immigrati coreani, in una girandola di abiezione da cui pure rifugge, spaventato dalle conseguenze e annichilito dagli atti in sé. Ne consegue uno strano movimento continuo che insegue l'inazione, verso un finale simbolicamente attestato durante la deflagrazione dei festeggiamenti per l'inizio delle Olimpiadi. Escape from Japan risente degli anni passati quando espone la sua natura di aperta riflessione sociale, ma rimane memorabile nel crescendo finale con il protagonista solo e braccato, da se stesso prima ancora che dalla polizia.


paese: Giappone
anno: 1964
regia: Yoshida Kiju (Yoshida Yoshishige)
sceneggiatura: Yoshida Kiju (Yoshida Yoshishige)
attori: Suzuki Yasushi, Kuwano Miyuki, Machida Kyosuke, Uchida Ryohei, Sakamoto Sumiko




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