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Outrage Beyond (2012)

Saturday, 06 October 2012 18:02 Emanuele Sacchi Film - Giappone
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outrage_beyond_0In seguito alla presa di potere di Kato del clan Sanno, avvenuta eliminando il boss yakuza precedente, ma mascherando il reale colpevole, il cane sciolto Otomo è rimasto ai margini, fingendosi morto per sfuggire alle ritorsioni dei Sanno. Le voci sulla reale versione dei fatti e il ritorno in azione di Kimura, alleato di Otomo, preparano la strada a una violenta vendetta.

Considerare Outrage Beyond come oggetto a sé stante, valutarlo in maniera decontestualizzata, sarebbe mancare di rispetto a quell'artista unico che è Kitano Takeshi. Entità ormai inscindibile dal proprio cinema, ultimo esempio di artista in simbiosi di carne, sangue e celluloide con le sue opere, grazie alla trilogia iniziata con Takeshis' (2005) e terminata con Achille e la tartaruga (2008) Kitano ha reso arte la sua crisi di ispirazione, offrendosi in maniera disarmante, quasi con un seppuku virtuale, al pubblico. Dopo un simile processo autodistruttivo non restavano che il ritiro o il rientro nei ranghi sicuri dello yakuza eiga, quel sottogenere rigidamente codificato che il popolo kitaniano da lui si attende.
Ecco quindi Outrage (2010), riscrittura del codice d'onore yakuza in chiave contemporanea, in cui ciò che era sacro e inviolabile oggi pare non avere più senso, calpestato dalla mancanza di rispetto a 360° che caratterizza l'epoca odierna. Outrage Beyond si ricollega al predecessore proseguendone il discorso: non aggiungendo molto di nuovo, se non alcune pregevoli sequenze di rese dei conti tra gangster (lo showdown nel parcheggio, dalle parti del miglior Johnnie To “notturno”) e un'esasperazione del tema sul superamento dell'antico senso dell'onore in favore di una nuova barbarie senza regole né rispetto. Topos sempiterno del cinema di genere nipponico, a cui Kitano mostra sempre più di appartenere senza se e senza ma, fino a ritrovare quel gusto per la serializzazione exploitation che rimanda ai tempi belli di Fukasaku Kinji e delle sue battaglie senza onore né umanità. Variazioni minime sul canovaccio, in un'ottica da serie tv: l'ideale per permette a Kitano di replicare e replicarsi in modalità sostanzialmente infinita. Certo lo stupore di Sonatine (1993) o Violent Cop (1989) appartiene a un'epoca inevitabilmente (tra)passata.


paese: Giappone
anno: 2012
regia: Kitano Takeshi
sceneggiatura: Kitano Takeshi
attori: Kitano Takeshi (Otomo), Kase Ryo (Ishihara), Nishida Toshiyuki (Nishino), Sugata Shun, Mitsuishi Ken, Miura Tomokazu, Matsushige Yutaka



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