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My Back Page (2011)

Thursday, 11 October 2012 09:18 Stefano Locati Film - Giappone
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my_back_page_0Partendo dalle memorie autobiografiche del giornalista e critico Kawamoto Saburo, Yamashita Nobuhiro compone una ricostruzione storica dettagliata e stratificata del periodo a cavallo tra anni '60 e '70, in grado di far emergere gli slanci, le contraddizioni, i vicoli ciechi, le illusioni e gli errori di una stagione politica turbolenta. Il Giappone aveva già vissuto un periodo di contrapposizione sociale nel 1960, quando fu rinnovato il Patto di Sicurezza con gli Stati Uniti, che di fatto surrogava il paese a base militare straniera. La nuova stagione di protesta giovanile, cresciuta nel 1968 come in molti altri paesi del mondo, si incrinò nel 1969, sfociando nel terrorismo durante gli anni '70. My Back Page prende il via da un incidente avvenuto nel gennaio del 1969, quando la polizia sgombera l'Auditorium Yasuda dell'Università di Tokyo allora occupata, descritto come l'inizio del disfacimento del movimento unitario e la polverizzazione in miriadi di gruppi rivoltosi armati – rievocati con trasporto in contemporanea agli eventi da Wakamatsu Koji nei suoi pinku eiga sperimentali e nel più recente United Red Army (2007).

Durante le proteste studentesche, Sawada, giornalista giovane e idealista, inizia a seguire la storia di Umeyama, uno studente universitario dell'ala più radicale, che gli rivela in esclusiva di appartenere a una cellula terroristica pronta a colpire. Tra i due si crea un instabile legame di fascinazione: Umeyama ha bisogno di Sawada perché parli di lui, e così facendo lo legittimi; Sawada ha vissuto solo brevemente le emozioni di piazza quando frequentava l'università, e stare vicino a Umeyama significa per lui sentirsi di nuovo parte di una causa. La trasformazione del movimento di protesta in fazioni terroristiche muta però lo scenario, cancellando ogni ingenua illusione.
L'approccio di Yamashita (No One's Ark, Linda Linda Linda, A Gentle Breeze in the Village), che in quegli anni non era ancora nato, ma che si insinua nella storia con acume e curiosità, non è dogmatico: il legame che si crea tra Sawada e Umeyama, sullo sfondo delle manifestazioni, delle cariche, dell'impegno politico, rimane sempre ambiguo. Sawada pensa alla funzione sociale del giornalismo, si richiama a ideali alti, ma si lascia coinvolgere in un'amicizia compromettente; Umeyama sogna di entrare nell'empireo dei rivoltosi, ma infine rivela tutta la sua infantile pochezza. Il naufragio delle illusioni personali diviene allora il naufragio di un'intera stagione politica, che partendo da slanci egualitari e progressisti si frammentò in gruppuscoli autoreferenziali che puntavano alla mera sussistenza e coazione a ripetere di gesti eclatanti sempre più svuotati di presa sulla realtà. In questo senso My Back Page è un film amaro, come in qualche modo amaro è il destino di Sawada, ma si tratta di quell'amarezza produttiva, in grado di far cambiare e di fortificare.


paese: Giappone
anno
: 2011
regia: Yamashita Nobuhiro
sceneggiatura: Mukai Kosuke
attori: Tsumabuki Satoshi, Matsuyama Kenichi, Miura Tomokazu, Nakamura Aoi, Kumakiri Kazuyoshi, Kutsuna Shihori



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