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Land of Hope, The (2012)

Thursday, 11 October 2012 14:11 Stefano Locati Film - Giappone
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land_of_hope_0Dopo il grido lacerante di Himizu (2011), Sono Sion torna a ragionare sul disastro di Fukushima con un film complesso e sfaccettato, aperto tanto alla speranza del titolo, quanto alla rabbia e alla disperazione. Ispirato a testimonianze raccolte sul campo, The Land of Hope non è però un documentario, tanto che preferisce costruire un evento immaginario, slegato dalla cronaca, ma proprio per questo dal sapore ancora più universale. Inizialmente l'impostazione è classica, ma proprio come in Be Shure to Share (2009) i richiami a un cinema strettamente narrativo, dalla messa in scena rigorosa, si sfaldano in deragliamenti lancinanti: l'apparente compostezza si frantuma di fronte al montare dell'inquietudine, della paura, della paranoia. Cullati dalle note crepuscolari di Mahler, i personaggi seguono correnti diverse, non univoche, ciascuno preda di un istinto di conservazione che trova uno sbocco solo nella condivisione e nell'amore di chi sta loro più vicino.

Nella provincia di Nagashima - località inesistente, di finzione, creata da Sono unendo i nomi degli epicentri dei disastri nucleari di Nagasaki, Hiroshima e Fukushima - tre coppie sono costrette a convivere con le conseguenze di un terremoto e di uno tsunami che ha causato una falla nella sicurezza di un impianto nucleare. Gli anziani Yasuhiko e Chieko rimangono a vivere nella loro casa, appena oltre il confine di sicurezza di venti chilometri istituito dal governo. Suo figlio Yoichi e la moglie Izumi si trasferiscono in una città vicina, dove la donna si impegna a portare avanti la gravidanza che ha appena scoperto con ogni mezzo necessario. Infine Mitsuru e la sua fidanzata Yoko, sfollati, iniziano un viaggio alla ricerca dei genitori della ragazza in una zona colpita dall'onda anomala.
The Land of Hope (Kibo no kuni) impone una visione aperta della tragedia: Sono Sion non ha una risposta aprioristica di fronte alla catastrofe, ma fa emergere dalla libera interazione tra le diverse reazioni i possibili percorsi umani che ne scaturiscono, senza pretendere di giudicarli o di instradarli. E' da questa scelta che sgorga l'urgenza palpabile nella messa in scena, in cui convivono tante emozioni contrastanti. In una visione individualistica e lontana dalle rassicurazioni di governo e figure guida, posizione insolita per un paese come il Giappone, Sono esplora il lato più umano, fragile e fallibile della società. Aprendosi a risvolti surreali (i bambini alla ricerca dell'album dei Beatles) o grotteschi (la spesa nel supermercato con la tuta antiradiazioni) riesce a portare allo scoperto i nervi di un paese sconvolto, che non può limitarsi a procedere a testa bassa come spesso ha fatto in passato: per una volta c'è necessità di fermarsi e, nel riprendere il cammino, pensare a ogni singolo passo, una falcata dopo l'altra, come simboleggia la potente inquadratura finale.


paese: Giappone
anno: 2012
regia: Sono Sion
sceneggiatura: Sono Sion
attori: Natsuyagi Isao (Ono Yasuhiko), Otani Naoko (Ono Chieko), Murakami Jun (Ono Yoichi), Kagurazawa Megumi (Ono Izumi), Shimizu Yutaka (Suzuki Mitsuru), Kajiwara Hikari (Yoko), Tsutsui Mariko (Suzuki Meiko), Den Den (Suzuki Ken), Sugawara Daikichi, Yamanaka Takashi, Kawarasaki Kenzo, Hamada Akira



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