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Another (2012)

Saturday, 13 October 2012 14:31 Stefano Locati Film - Giappone
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another_0Da un corposo romanzo di Ayatsuji Yukito uscito nel 2009, riedito nel 2011 in versione illustrata da Ito Noiji, sono stati tratti un manga in quattro volumi (2010), una serie animata in dodici episodi, andata in onda nella prima parte del 2012, e ora un live action, uscito nelle sale giapponesi a inizio agosto. Another è un prodotto cross-mediale completo, cui manca probabilmente solo l'approdo ai videogiochi, ha il setting usuale di molti teen-horror giapponesi - le aule scolastiche. In questo caso una antica maledizione torna a tormentare un ragazzino di salute cagionevole, trasferitosi nella scuola un tempo frequentata dalla madre. L'atmosfera inizialmente colma di misteri, più attenta alle interazioni sociali nel contesto scolastico che a banali tattiche di spavento, scolora progressivamente sotto i colpi di una mole farraginosa di coincidenze, ritorni ed escamotage sovrannaturali.

Sakakibara Koichi si è da poco trasferito alla Yomiyama North Middle School, nella classe 3-3, la stessa che anni prima ha frequentato la madre, prima di morire in circostanze poco chiare appena dopo il parto. Durante una visita in ospedale per alcuni accertamenti, Koichi incrocia una inquietante coeatanea con un occhio bendato. Scopre che sono compagni di classe, ma si rende conto che la ragazza, Misaki Mei, è evitata da tutti, studenti e professori, che si comportano come se non esistesse. Deciso a fare amicizia con lei, Koichi scatena inavvertitamente una catena di eventi luttuosi.
Furusawa Takeshi, già regista dell'incompiuto Death Train (2006), riesce a ricreare un ambiente crepitante, capace di mettere in luce le zone d'ombra nel competitivo sistema scolastico giapponese, in cui le interazioni tra ragazzi sono comunque prone a ferree regole di forza. In quanto nuovo arrivato, Koichi è un outsider che si trova a dover scegliere se seguire la norma, e isolare quindi Mei, o andarvi contro, e accettare lo stigma sociale conseguente. Il punto focale è inizialmente l'identità di Mei, che risulta persa tra due piani, quello fisico reale e quello intangibile degli spiriti - tanto che Koichi si domanda se non si tratti in realtà di un fantasma. Le ottime premesse si infrangono nel proseguo, in cui la spiegazione della maledizione e le sue conseguenze mortali diventano un ingranaggio ingombrante, macchinoso e dispersivo. Le rivelazioni sono mal gestite, con innesti didascalici forzati, verso un finale fragoroso e inutilmente sovra-drammatizzato. La fotografia pulita, il montaggio non ingombrante e i dialoghi rarefatti della prima parte si disperdono così in un guazzabuglio dei peggiori cliché del j-horror, in cui si ha la sensazione possa succedere di tutto a seconda del capriccio imbizzarrito degli sceneggiatori. Un peccato, perché l'analisi antropologica dell'adolescenza in chiave sovrannaturale, incapsulata in un prodotto di genere, poteva riservare ottime sorprese.


paese: Giappone
anno: 2012
regia: Furusawa Takeshi
sceneggiatura: Tanaka Sachiko, Furusawa Takeshi
attori: Yamazaki Kento (Sakakibara Koichi), Hashimoto Ai (Misaki Mei), Hakamada Yoshihiko (Chibiki Tatsuji), Kato Ai (Reiko), Takamori Natsumi (Misaki)

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