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Why Don't You Play in Hell? (2013)

Sunday, 01 September 2013 14:46 Giampiero Raganelli Film - Giappone
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why_dont_you_play_in_hell_0Una guerra tra clan yakuza e la carriera stroncata di una bambina, figlia del boss di una di queste, protagonista dello spot di successo di un dentifricio. Dieci anni dopo cercheranno di rilanciare la bambina, ormai ragazza, in un film, affidato a un gruppo di giovani filmmaker nerd, i Fuck Bombers.

Seguendo un suo abituale schema narrativo incentrato su un andirivieni temporale continuo, scandito da un ritmo persistente, Sono Sion realizza un film sgangherato e demenziale, subito scambiato per il semplice divertissement di un autore uscito da prove importanti come Himizu (2011) e The Land of Hope (2012). Così è solo guardando le cose in modo superficiale: in realtà Why Don't You Play in Hell? è un’opera di estrema complessità, in cui confluiscono tutti i temi dell’autore.
Il film comincia con dei ragazzi che corrono sulla strada asfaltata, un’immagine ricorrente sin dalle prime opere sperimentali del regista ventenne, a partire da A Man’s Hanamichi (1986), in cui lui stesso corre nudo nel suo campus universitario. Simbolo di vitalità, energia giovanile e libertà espressiva, come la corsa del Louvre in Bande à part (1964). E in questo caso i ragazzi protagonisti sono proprio dei giovani, squinternati, filmmaker, appartenenti al gruppo dei Fuck Bombers. E la tensione, costante, a inglobare la sua prima fase arthouse è esplicitata in questo film nella scena al cinema, dove si proietta il suo The Room. Un film metacinematografico, sul fare cinema, con riflessi autobiografici e autoironia. Che incorpora le due fasi della carriera artistica di Sono Sion, rappresentate nella parabola dei ragazzi, che si trovano improvvisamente tra le mani la possibilità di realizzare un film mainstream, ad alto budget. E lo possono fare, guarda un po’, solo grazie ai finanziamenti della criminalità organizzata. Un film che rende palpabile la differenza tra il 35mm, simbolo dell’approdo al cinema vero, rispetto al video e ai formati non professionali, di qualità mediocre. Una differenza anche fisica, materica, gravitazionale: «Come sono pesanti queste macchine da presa in 35mm» esclama la ragazza operatrice. E con queste si ritroverà nel bel mezzo di una sanguinaria battaglia, riprendendo e sparando al contempo. Le attrezzature per le riprese si confondono e vengono scambiate con le armi. Sono Sion realizza visivamente la famosa frase di Samuel Fuller: «Il cinema, fare film, è come un campo di battaglia».
E ancora Sono realizza una summa parodistica dei generi tradizionali giapponesi. Lo sberleffo è prima di tutto sui film gangsteristici e sulla mafia giapponese stessa, come già Sono aveva fatto nel suo delirante softcore gay Dankon: The Man (1998), ambientato nel mondo della criminalità organizzata. Lo yakuza eiga si trasforma a un certo punto in chanbara, quando i componenti della gang, dopo un’estenuante sparatoria, decidono, per motivi di spettacolo, consapevoli di essere ripresi, di essere in un film, di lasciare le armi da fuoco e imbracciare la katana, considerata da loro l’arma tradizionale, propria dello spirito autentico nipponico. E la parodia si estende dai confini nazionali per abbracciare anche l’action alla John Woo e i film di Bruce Lee. Centrale la presenza dell’icona del cinema di genere Kunimura Jun, caratterista dalla filmografia sterminata, che spazia da Kitano a Miike, da Kill Bill (2003) a Hard Boiled (1992). Schizzi di sangue a non finire, decapitazioni rigorosamente con getto di sangue dal collo, realistiche secondo le leggi della fisica (la pressione corporea), come proprio il cinema giapponese, a partire da Kurosawa, aveva capito. Un grand guignol continuo, uno spettacolo grottesco di smembramenti e amputazioni. Dove tutti i personaggi sono consapevoli di fare ed essere in un film, e consci di essere in una farsa e in una parodia, in quello che è un cortocircuito tra cinema e vita.


paese: Giappone
anno: 2013
regia: Sono Sion
sceneggiatura: Sono Sion
attori: Hasegawa Hiroki, Hoshino Gen, Kitamura Akihiro, Kunimura Jun, Nikaido Fumi, Sakaguchi Tak, Tomochika, Tsutsumi Shinichi



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