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Fires on the Plain / Nobi (2014)

Sunday, 07 September 2014 12:36 Danilo Bottoni Film - Giappone
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fires on the plain (2014)Filippine, seconda guerra mondiale. Il soldato Tamura è malato di tubercolosi. Inviato all’ospedale militare in mezzo alla giungla, viene respinto perché non abbastanza mal ridotto da essere ricoverato. Tornato alla guarnigione, è rifiutato perché troppo debole per combattere. Inizia così la sua allucinata odissea che ha come meta la sopravvivenza: dalle raffiche del nemico, dalla fame, dalla disperazione cannibale dei commilitoni, mentre intorno una natura rigogliosa e coloratissima sembra ridere delle miserie umane.

Fires on the Plain (Nobi) è il remake del celebre e omonimo film con cui, nel 1961, Ichikawa Kon vinse il Pardo d’Oro a Locarno. Tsukamoto ha dichiarato di aver sempre voluto farne una propria versione, o una versione del romanzo di Ōoka Shōhei, da cui è tratto, ed eccolo in concorso a Venezia.
Dimenticando completamente l’originale, di cui conserva però la scansione narrativa, Fires on the Plain è un altro capitolo del lungo racconto che il regista di Tetsuo compone film dopo film, un racconto in cui spesso e non a caso, il protagonista ha il suo stesso volto e nel quale gli eventi esterni, per lo più violenti, lo sovrastano e dominano. Ecco, quindi, che la guerra, da fattore comune di orrore e sofferenza, acquista, nella personale visione dell’autore, un’aura di ineluttabilità sovrumana. Lo strazio della carne maciullata dal fuoco nemico e le conseguenze inumane o troppo umane della fame, ossia il cannibalismo, sono rappresentate come un sorta di incubo iperrealista. L’uso della steadycam, la musica metal a volumi altissimi, gli effetti sonori, la ricerca al limite della psichedelia sul colore, creano, nello spettatore, una specie di ipnosi che azzera la riflessione mediata su quanto si sta guardando. Come Tamura\Shinya siamo prede del presente, di una realtà che ci sembra estranea e, al contempo, sentiamo assolutamente necessaria. Come lui, non siamo abbastanza deboli per soccombere, non siamo abbastanza forti per opporci. Possiamo cercare di capire, di comprendere nel senso letterale di interiorizzare, ma, più probabilmente, finiremo reduci, come nel film, a pregare, ancora sconvolti, ancora traumatizzati, un nume invisibile, crudele e incomprensibile.



paese: Giappone
anno: 2014
regia: Tsukamoto Shinya
sceneggiatura: Tsukamoto Shinya (dal romanzo di Ōoka Shōhei)
attori: Tsukamoto Shinya, FrankY Lily, Nakamura Tatsuya, Mori Yusaku, Dean Newcombe



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