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Danger Dolls (2014)

Tuesday, 28 October 2014 13:09 Stefano Locati Film - Giappone
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danger dolls 0Kaneko Shusuke, veterano dell'industria, con all'attivo film commerciali di successo come la trilogia di Gamera di metà anni Novanta e il dittico live-action di Death Note, si presta a un idol-action con contorno di ucronia. Frutto dell'accordo tra uno dei colossi dell'industria AV giapponese (Soft on Demand), due case di produzione indipendenti e un distributore internazionale specializzato in cinema marziale cheap (Birch Tree Entertainment), Danger Dolls tradisce presto le promettenti premesse e si perde in un'accozzaglia sconclusionata di coreografie affrettate e dialoghi sovradrammatizzati.

Un serie di finti documenti storici dal tono ironico introduce all'universo narrativo in cui la Guerra Fredda è terminata dopo pochi anni, grazie a Kennedy, le armi nucleari sono state eliminate, grazie a Reagan, e persino le pistole sono completamente bandite, grazie agli sforzi di Bush Jr.. In questo contesto ideale, in cui le rapine in banca sono compiute armati di spada, opera una task force di quattro ragazze, in lotta contro misteriosi invasori da un'altra dimensione, decisi a riportare allo scoperto le armi di distruzione di massa per poter controllare il globo. Le ragazze, dotate di forza e riflessi superiori, sono le uniche in grado di vedere l'aura bluastra che circonda i destabilizzatori. Fa tutto parte di un complotto, ordito da una Terra parallela in cui il nucleare esiste ancora.
L'intrigante contesto, che comprende wormhole, terremoti e doppelganger, svapora in una serie sconclusionata di effetti speciali tirati via, coreografie veloci, ma volatili, e spiegazioni didascaliche. L'impianto rimane così pretestuoso, slegato dall'azione e sovradimensionato rispetto all'effettiva capacità affabulatoria della messa in scena, stemperata da una sceneggiatura fiacca e attrici non troppo convinte. Takeda Rina sa muoversi, ma rimane paradossalmente meglio come attrice (si veda a proposito il sorprendente The Tale of Iya di Tsuta Tetsuichiro, 2013), Seino Nana era più efficace in Tokyo Tribe (Sono Sion, 2014), mentre la newcomer Hanai Rumi e la ex AKB48 Masuyama Kayano fanno da semplice sfondo. Anche il parallelismo combattenti/idol, utile a far indossare alle quattro protagoniste striminziti abitini pop-kawaii, non è elaborato oltre la banalità, e serve solo per introdurre una canzoncina dal ritornello divertente (“Se volete ucciderli, fate fare a me, sono più veloce di chiunque, sono una letale pop star assassina”), accompagnata da movenze scoordinate sul palco. Danger Dolls (Shōjo wa isekai de tatakatta) rimane così un prodotto consapevolmente usa e getta, che può puntare solo sul connubio arti marziali/minigonne a balze per invogliare il suo pubblico, senza neanche il sangue esagerato di Mutant Girls Squad (Iguchi Noboru, Nishimura Yoshihiro, Sakaguchi Tak, 2010) o gli ammiccamenti pruriginosi di Travelers: Dimension Police (Sakamoto Koichi, 2013) a fare da aperitivo.



paese: Giappone
anno: 2014
regia: Kaneko Shusuke
sceneggiatura: Kobayashi Hirotoshi
attori: Takeda Rina, Hanai Rumi, Masuyama Kayano, Seino Nana, Okada Koki, Kaneko Noboru



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