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Survival Family (2017)

Sunday, 23 April 2017 00:29 Alvise Wollner Film - Giappone
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Survival Family (2017)Buio in sala, buio sul grande schermo. È iniziata con un grande e metaforico cortocircuito la premiere europea di Survival Family, l'atteso disaster movie, in salsa comica, diretto da Yaguchi Shinobu, cineasta giapponese specializzato nel filone Zero-Hero, dedicato alle storie di personaggi ordinari che, dopo il superamento di una serie di ostacoli e peripezie, riescono a raggiungere il successo o la realizzazione personale, il cui modello è Waterboys (2001). Il suo nuovo e tredicesimo film si ricollega, per certi versi, alle tematiche dei precedenti Robo-G (2012) e Wood Job (2014) unendo alle caratteristiche narrative tipiche del cinema di viaggio le tematiche sull’abuso tecnologico e sul valore della natura.

A causa di un improvviso e inspiegabile blackout elettrico, l'intera Tokyo e gran parte del Giappone si ritrovano a dover affrontare un mondo d’altri tempi, in cui ha inizio una lunga e disperata corsa alla sopravvivenza. In mezzo a questo caos la famiglia Suzuki decide di intraprendere una lunghissima odissea su due ruote nella speranza di raggiungere la fattoria dei nonni materni e di mettersi in salvo dall'isteria collettiva in cui sembra essere precipitata la società. La sfida di mettere in scena il buio e il non-visibile, raccontando una storia senza luce elettrica, riesce molto bene a Yaguchi, che segue e racconta le vicissitudini dei suoi protagonisti ambientandole quasi sempre durante il giorno. Il concetto di blackout diventa così metafora di una società iperconnessa, sempre più incapace di vivere senza l’ausilio della tecnologia. Sotto molti aspetti, Survival Family può essere interpretato come una celebrazione nostalgica del mondo analogico. Un’epoca non troppo lontana dalla nostra in cui le uniche macchinette fotografiche funzionanti erano quelle con il rullino e dove sulle rotaie correvano ancora i treni a vapore tanto cari ai fratelli Lumière, padri della settima arte e con un cognome così “luminoso” da rivelarsi un’antitesi perfetta al buio messo in scena da Survival Family. Lodevole il lavoro fatto sul sonoro, dove spicca la splendida sequenza in cui il giovane Suzuki Kenji si toglie le cuffie dalle orecchie e percepisce per la prima volta i rumori diegetici del mondo che lo circonda. Se c’è poi un altro aspetto per cui il film di Yaguchi Shinobu merita almeno una visione è la grande attenzione nel raccontare e nello sviluppare i suoi personaggi, che partono come una classica famiglia stereotipata e arrivano a scoprire quanto si possa cambiare il proprio modo d’essere anche dopo aver fatto ritorno al luogo di partenza. Ci sono voluti ben tredici anni per portare a termine quest’avventura, ma il modo in cui viene valorizzato l’aspetto umano e la nostalgia per un mondo che sta pian piano scomparendo, rendono Survival Family un tassello da non perdere nel grande mosaico del cinema di viaggio. Andando oltre i cliché di genere cari al cinema hollywoodiano, Yaguchi Shinobu mette da parte il catastrofismo spettacolare e il ritmo sostenuto di tanti disaster e road movie per concentrarsi sull’aspetto più intimo, poetico e umano del viaggio. Un’avventura ricca di umorismo in cui l’originalità del sottotesto riesce sempre a prevalere sui cliché del cinema di genere.

paese: Giappone
anno: 2017
regia: Yaguchi Shinobu
sceneggiatura: Yaguchi Shinobu
attori: Kohinata Fumiyo, Fukatsu Eri, Izumisawa Yuki, Aoi Wakana



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