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Love and Other Cults (2017)

Wednesday, 26 April 2017 01:01 Stefano Locati Film - Giappone
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Love and Other Cults (2017)Uchida Eiji è stato assistente alla regia sopratutto in televisione, per poi esordire come regista nel 2004. I suoi progetti si caratterizzano per un certo grado di ruvida provocazione nell'illuminare con taglio scaltro e scabroso alcuni aspetti della società giapponese contemporanea. In Love and Other Cults (il titolo originale Kemonomichi vuol dire letteralmente “sentiero animale”) segue il percorso di formazione/deformazione di due giovanissimi, l'algida Ai e il taciturno Ryota, e di una costellazione di pittoreschi personaggi secondari.

A dare il via al percorso discendente di Ai è sua madre, una hippie che si impegna pervicacemente nella ricerca spirituale, cambiando periodicamente religione e setta di appartenenza. Proprio per non essere disturbata nelle pratiche ascetiche del nuovo culto del momento, la donna spedisce la figlia in una setta guidata da un santone occidentale biancovestito. Qui Ai viene trattata come una semidivinità, ma dopo sette anni una retata della polizia ha come risultato l'arresto della guida spirituale, costringendo la ragazza a frequentare per la prima volta la scuola pubblica. In classe Ai conosce Ryota, l'unica persona che sembra in grado di accettarla per quello che è. Il ragazzo inizia a gravitare intorno all'orbita di un gruppo di sbandati guidato da Yuji, con i capelli tinti di biondo, e Kenta, ragazzone mastodontico di origine mista. Ai intanto è alla disperata ricerca di una famiglia che l'accolga: sembra trovarla nei genitori di una coetanea gentile e premurosa, che però diventa molto presto gelosa delle attenzioni che il padre riserva ad Ai.
Pervaso da un'ironia amara e graffiante, Love and Other Cults ha l'incedere sgangherato di uno sketch comico reiterato, dominato da personaggi stralunati che sembrano muoversi in un mondo parallelo fatto di reietti, perdenti e disadattati dalla parlantina buffa e dai vestiti ipercolorati. Sotto la patina distaccata di cinismo e humor nero che fonde l'estetica di manga e animazione con un'anima pop-punk si nasconde però una riflessione ammiccante sui possibili percorsi di crescita in una società satura di comunicazioni e miti istantanei, dalle sette religiose alle mode giovanili, che cambiano vorticosamente, senza sosta. Così le alternative a disposizione spaziano dalla prostituzione all'estorsione, da atti teppistici alla malavita organizzata: i destini dei personaggi non sono però virati al tragico – rimane aperta una speranza di redenzione, non grazie alla società, ma ai singoli legami che si è in grado di instaurare. Lontano dall'acume nell'analizzare i culti di un Shiota Akihiko (Canary, 2004) o i legami familiari distorti di un Sono Sion (Noriko's Dinner Table, 2005), Uchida Eiji mantiene una messa in scena stradaiola e sguaiata, che però nel contesto risulta stranamente ipnotica.

paese: Giappone
anno: 2017
regia: Uchida Eiji
sceneggiatura: Uchida Eiji
attori: Ito Sairi, Suga Kenta, Yoshimura Kaito, Anthony, Oshima Hako, Tomite Ami

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