404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone Amazing Lives of the Fast Food Grifters (2006)

Amazing Lives of the Fast Food Grifters (2006)

Tuesday, 16 November 2010 01:28 Giampiero Raganelli Film - Giappone
Print

amazing_lives_of_fast_food_grifters_0Il "tachigui", la pratica di mangiare di fretta in baracchini di strada, si diffuse nel Giappone postbellico, quando i ristoranti tradizionali erano inaccessibili alla maggior parte della popolazione. Presso uno di questi chioschi, in cui si serve soba (tagliolini di grano saraceno), fa la sua apparizione Plenilunio Ginji, primo dei leggendari Maestri dello Scrocco dei Fast Food.

Questi sono personaggi immaginari che eccellono, grazie alla loro abilità dialettica, nell'arte di mangiare a sbafo; sono dunque dei fuorilegge che riescono a truffare i gestori delle bancarelle con tecniche retoriche raffinatissime. L'oggetto della loro attività non è tanto il cibo che si procacciano, quanto il modo in cui riescono a farlo. Sono degli artisti quindi, degli alter ego del regista. Altri di loro subentreranno nelle epoche successive, e si faranno offrire cibi sempre diversi, seguendo l'evoluzione della ristorazione veloce.
Oshii Mamoru si ispira a un'opera di Imamura Shoei, Storia del Giappone del dopoguerra raccontata da un barista, inventandosi dei bizzarri personaggi, in sostituzione della barista-prostituta di quel film, e utilizzando il cibo come aspetto emotivo per ripercorrere 50 anni di storia giapponese. Il tutto filtrato attraverso la sua visione, anche politica, degli eventi: gli stenti del dopoguerra, la contestazione degli anni '60, le speranze per il miracolo economico, la successiva disillusione causata dall'omologazione culturale al modello occidentale che ne è seguita. "Nel nostro quotidiano", spiega il regista, "i pasti che consumiamo e le guerre che combattiamo sembrano avere la stessa importanza. Guardiamo la guerra in Iraq in tv, e un istante dopo la nostra mente si sposta sul cibo che è in tavola. Ritengo quindi che parlando di ciò che abbiamo mangiato, possiamo interpretare gli anni che abbiamo vissuto". Gli episodi storici sono raccontati fedelmente e il film è strutturato come un finto documentario con una voce off che sostituisce i dialoghi.
Notevole il lavoro di sperimentazione visiva. Oshii prosegue, dopo Avalon, nel suo percorso di ricerca di commistioni tra animazione e live action. Utilizza una tecnica denominata superlivemation, che permette di movimentare immagini bidimensionali, fotografie di persone o oggetti reali, su sfondi tridimensionali. Si ricrea un effetto simile ai teatri di marionette di carta. E' la prima volta che viene applicata a un intero lungometraggio, finora era stata usata solo per alcuni spot pubblicitari (quello della Renault Espace), e in alcune scene di Avalon, come quella dell'esplosione all'inizio del film. La ricercatezza nella costruzione delle immagini è notevole, e non scade mai nell'overdose formale, come spesso succede in molti film sperimentali di animazione. La motivazione di questa scelta tecnica risiede nell'aver concepito il film come un documentario con personaggi palesemente finti. In questo modo è stato possibile inserire anche immagini di repertorio, senza che stonassero. Usando l'animazione tradizionale, che è normalmente percepita come un qualcosa di falso per definizione, non si sarebbe potuta rappresentare la realtà storica. Secondo il regista, poi, sarebbe stata tecnicamente impossibile, o troppo costosa, una ricostruzione realistica per un film interamente live action. Per la verità quest'ultima operazione è stata fatta, con l'uso della computergrafica, nel film Always - Sunset on 3rd Street, ma Oshii evidentemente non lo conosceva, essendo contemporaneo al suo lavoro. In ogni caso una scelta del genere avrebbe tarpato le ali alla sua creatività.
Tachiguishi retsuden, che Oshii aveva già realizzato sotto forma di romanzo, è un'opera ambiziosa e politica per la sua personale visione della Storia. Trova purtroppo il suo limite nella verbosissima voce off a commento di tutto il film. Questo fa scadere nel didascalico un lavoro altrimenti originale e innovativo. La visione con sottotitoli, poi, risulta davvero faticosa; per una volta ben venga il doppiaggio!


paese: Giappone
anno: 2006
regia: Oshii Mamoru
sceneggiatura: Oshii Mamoru
attori: -

 

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook