404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone Audition (2000)

Audition (2000)

Tuesday, 16 November 2010 02:05 Gianluigi Ceccarelli Film - Giappone
Print

audition_0Un maturo vedovo, Aoyama, decide di prendere moglie, e per farlo organizza un provino tv fittizio, volto alla ricerca della donna perfetta. La trova in Asami... ma ci si può sempre sbagliare. Miike Takashi sa dove andare a parare quando vuole scuotere i nervi dello spettatore: Audition appare sin dalla prima visione un unicum rispetto alla sterminata filmografia del regista (che raggiunge picchi di tre - quattro film all'anno). Le consuete trasposizioni dai manga (Fudoh, Ichi the Killer), spesso autentico pretesto per lasciare carta bianca agli eccessi gore tanto cari a Miike, cedono il posto al maturo romanzo di uno dei più noti scrittori giapponesi, quel Murakami Ryu già autore nel 1992 di Tokyo Decadence, e in cui l'"eccesso" contenutistico da sempre è legato indissolubilmente all'analisi introspettiva, alla ricerca dei profondi perché racchiusi all'interno dell'animo umano.
Grazie anche alla sapiente sceneggiatura di Tengan Daisuke (figlio del maestro Imamura Shoei e regista dell'inedito Aiki), Miike rende Murakami sullo schermo con una messa in scena assolutamente appropriata: costruendo innanzitutto una vicenda, collocandola nel tempo e nello spazio cinematografici, distillando poco a poco con le immagini una descrizione a tutto tondo dei personaggi, sia positivi che "negativi" nell'accezione classica del termine: l'agghiacciante crudeltà di Asami (la bravissima Shiina Eihi) è sommamente disturbante perché giustificata dal suo passato, ma soprattutto dall'effettivo inganno del provino organizzato dal protagonista, sia pure in buona fede. Alcune scene, come quella nel bar tra Aoyama e l'amico (Jun Kunimura), rimandano direttamente a Ozu e alla sua compartimentazione degli ambienti e degli argomenti di conversazione. Ma non è una semplice citazione; Miike punta l'indice sull'incapacità delle vecchie generazioni a discostarsi dal classico modello antropocentrico giapponese, e sulla conseguente impossibilità di poter vivere un ideale di amore puro e assoluto; utopia, quest'ultima, agognata e incarnata dalla lucida follia di Asami. Chi, negli sconvolgenti minuti finali, non avrà difficoltà a individuare le "oscenità organiche" tipiche del regista, dovrà anche ammettere di aver nel frattempo assistito a uno psycho-thriller che, forse, in pochi si aspettavano da lui. Nel rappresentare un sadismo esasperato, ma non per questo spiattellato davanti alla macchina da presa (quantomeno, non sempre), Miike sembra voler dimostrare allo spiazzato spettatore il proprio status di autore, oltre che di artigiano del cinema.


paese: Giappone
anno: 2000
regia: Miike Takashi
sceneggiatura: Tengan Daisuke
attori: Ishibashi Ryo, Shiina Eihi, Kunimura Jun

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook