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Blue Spring (2001)

Tuesday, 16 November 2010 17:14 Stefano Locati Film - Giappone
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blue_spring_0Il cambio nevralgico tra le leve di un istituto superiore maschile è lo sfondo per una parabola amara sulle illusioni e le speranze tradite, sull'amicizia e la futilità della crescita. Tratto da un manga breve di Matsumoto Taiyo (lo stesso autore cui si è ispirato Sori Fumihiko per Ping Pong), disegnatore dal tratto ruvido e spigoloso, Blue Spring si apre su un rito d'iniziazione, il gioco del battimano: gli studenti, appollaiati sul cornicione del terrazzo della scuola, si sfidano a battere le mani sospesi nel vuoto. Vince chi riesce a farlo più volte di fila senza schiantarsi al suolo.

Secondo le usanze, in palio c'è il titolo di boss incontrastato e il dominio sull'intera scuola. A spuntarla è Kujo (un algido e indecifrabile Matsuda Ryuhei), la cui freddezza e disprezzo per la vita sono stemperati dall'empatia verso la cricca di amici, testardi adolescenti con ideali troppo grandi e vaporosi per essere rinchiusi nelle quattro mura della classe. Le prime scaramucce si hanno quando uno studente nippo-americano sfida l'egemonia, e si mette in testa di diventare il nuovo capo; ma i guai veri arrivano con il progressivo sfaldarsi della banda...
La lotta come unico baluardo contro l'apatia. L'edificio scolastico, blocco di cemento in mezzo al nulla, assurge a non-luogo della disillusione, dove un gruppo di giovani si muove sul limitare della maturità in preparazione a un mondo oscuro non troppo rassicurante: ci sono i sogni svaniti (la perdita dell'accesso alle finali di baseball), le facili promesse (entrare a far parte della yakuza), gli eccessi inconsapevoli (l'omicidio come sfogo), ma soprattutto l'amicizia. Quella grondante complicità, gioia, ma anche risentimenti e invidie sopite. Un microcosmo relazionale in cui una gioventù dispersa, abbandonata alla deriva dalla disgregazione post-industriale, viene schiacciata al suolo e spappolata dalla forza di gravità che si chiama società moderna. E tutta la rabbia repressa non può che trasformarsi in un urlo soffocato, precipitando in una opposizione priva di senso, esiziale, eppure essenziale - la lotta disperata e inevitabile tra Kujo e il suo migliore amico, Aoki. Perché la scuola non è ciò che vorrebbero gli insegnanti, voci indistinte capaci solo di blaterare frasi fatte, ma l'imporsi di quella spietata competizione per affermarsi che sarà la vita da adulti.
A emergere, grazie allo sguardo partecipe di Toyoda Toshiaki, non è un pamphlet morale sulla violenza nelle scuole giapponesi, quanto il ritratto vivido e stordente di un'età incontaminata, violentata dall'ingresso nel mondo della consapevolezza, dell'egotismo e dell'infrangersi dei desideri. Un'ombra famelica che - come ricorda il simbolico finale - crescendo abbandona le sembianze di demone per tornare a rispecchiare il suo unico artefice: l'uomo.


paese: Giappone
anno: 2001
regia: Toyoda Toshiaki
sceneggiatura: Toyoda Toshiaki
attori: Matsuda Ryuhei (Kujo), Arai Hirofumi (Aoki), Takaoka Sosuke (Yukio), Oshiba Yusuke (Kimura), Yamazaki Yuta (Ota), Oshinari Shugo (Yoshimura)

 

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