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Samurai Pirate, The / Daitozoku / Il grande corsaro (1963)

Wednesday, 17 November 2010 16:09 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
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daitozoku_0Sostanzialmente un nuovo, narcisistico veicolo per il divo Mifune Toshiro, quest'opera di Taniguchi non è particolarmente originale giacché non fa' altro che ricondurre Mifune a un tipo di ambientazione fantasy-leggendaria non molto dissimile da quella in cui già l'aveva collocato il regista Inagaki Hiroshi con i precedenti Nippon Tanjo/The three treasures (1959) e Gen to fudo-myoo/The young and his amulet (1961), con la sola differenza che, se nelle opere di Inagaki le fonti d'ispirazione (come il Kojiki, testo base della mitologia nipponica) e di conseguenza le locations, erano autoctone, in Taniguchi sono medio-orientali. In particolare il regista sembra rifarsi a Il ladro di Bagdad (1961) e al coevo peplum italiano (conosciuto in Giappone grazie a distributori come Okura Mitsugu). Sono apprezzabili il senso dell'ironia di Taniguchi, il buon ritmo delle sequenze d'azione, l'incantevole principessa Yaya di Hama Mie, la malefica strega (interpretata da un uomo, l'attore Amamoto Eisei), e il simpatico mago-eremita, tanto sensibile alle grazie femminili da immobilizzarsi estasiato ogniqualvolta intravede il décolleté di una bella fanciulla (nella fattispecie, quello di Wakabayashi Akiko).
Di Daitozoku esistono due versioni: una contenente elementi fantastique (la strega che muta gli umani in pietra, si trasforma in insetto e si batte con il mago anch'esso mutato in insetto in una sorta di ricalco dei duelli magici di La spada nella roccia e I maghi del terrore) distribuita negli USA e altrove dall'American International con il titolo The Lost World of Sinbad; ed una seconda, priva di tali elementi, tagliata ad arte in modo da ridurla a semplice avventura esotica "realistica" (è quella uscita in Italia, col titolo Il grande corsaro). Del resto il nome di Taniguchi Senkichi (uno dei tre pupilli del grande regista Yamamoto Kajiro: gli altri due erano Kurosawa Akira e Honda Ishiro) è legato anche ad un altro noto rimaneggiamento, quello del suo Kokusai himitsu keisatsu: Kagi no Kagi (1965), riadattato nientemeno che da Woody Allen in occasione dell'edizione statunitense; Allen, girando delle scene aggiunte e modificando i dialoghi, reinventò la storia come quella di due bande rivali che danno una frenetica caccia alla ricetta di un'insalata (sic!) e re-intitolò il demenziale risultato What's Up, Tiger Lily? (Che fai, rubi? , 1966).
Piccola curiosità finale: in Daitozoku compare anche l'attore-nano Machan, che in seguito "reciterà" all'interno della tuta in latice di gomma del piccolo Minira, cioè il figlio di Godzilla, in Gojira no Musuko (1967), Kaiju Soshingeki (1968) e Oru Kaiju Daishingeki (1969).


paese: Giappone
anno: 1963
regia: Taniguchi Senkichi
sceneggiatura: Kimura Takeshi, Sekizawa Shinichi
attori: Mifune Toshiro (Luzon), Hama Mie (principessa Yaya), Sato Makoto (il pirata nero), Arishima Ichiro (il mago-eremita), Amamoto Eisei (la strega), Mizuno Kumi (Miwa), Machan (il nano)

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