404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone Dolls (2002)

Dolls (2002)

Thursday, 18 November 2010 05:01 Annarita Curcio Film - Giappone
Print

dolls_0Dopo Dolls può dirsi con certezza di Kitano che è un regista ispirato, capace di realizzare film che non lo incastrano in facili cliché e formule definitorie. Il film, altamente formale, colpisce per la raffinatezza e la poesia di intere sequenze; l'uso espressivo del colore conferisce all'immagine un valore quasi pittorico, capace di comunicare suggestioni che vanno al di là del dato puramente visivo. Si tratta di un film che rasenta l'astrattezza, con la rarefazione dei dialoghi e una storia che contravviene alle leggi del racconto inteso tradizionalmente, ma capace, tuttavia, di toccare dei temi universali, quali l'amore infelice e la morte come assurdo suggello della finitudine umana.

Il prologo offre una delle molteplici chiavi di lettura; una scena di teatro Bunraku in cui due marionette, un uomo e una donna, sono protagonisti di una vicenda amorosa travagliata e infelice, che li vede l'uno vittima dell'altra. Così anche i protagonisti di uno dei tre episodi che si intrecciano grazie a un sapiente montaggio (di cui è autore lo stesso Kitano), sono marionette - come suggerisce il titolo stesso. Le loro vite sono dominate da una sorte infausta che li trascina inermi verso il declino e la morte. Alla loro storia si aggiungono quella di un capo yakuza tormentato dai rimorsi e soprattutto dal rimpianto per aver scelto in gioventù di sacrificare l'amore a beneficio di un'effimera quanto dubbia scalata sociale, e infine quella non meno infelice di una idol e di un suo fan: variazioni sul tema dell'assurdo e della morte. La violenza e gli aspetti più crudi sono confinati al fuori campo, di essi vengono mostrati solo gli effetti, il dato di fatto inconfutabile. Così non resta che constatare la tragica parabola compiuta da ciascuno dei personaggi. Matsumoto e Sawako sono due amanti costretti a rinunciare a una vita felice per vagare senza posa. Sullo sfondo del loro peregrinare domina la natura, che con la sua bellezza e col suo ciclico ed eterno divenire segue indifferente e spietata le traiettorie esistenziali degli esseri umani.. Il rosso dei ciliegi in fiore, l'azzurro del mare, il candore abbagliante della neve fanno da contrappunto alle tragiche vicende narrate. Il tema della bellezza e della giovinezza connesse alla morte è una costante, come ha dichiarato lo stesso Kitano, della cultura giapponese: torna alla mente Mishima Yukio, uno dei massimi esponenti della letteratura giapponese contemporanea, che nelle sue opere celebra il mito della giovinezza connessa alla bellezza e all'estetica della morte cui Mishima sceglie di abdicare col suo suicidio rituale, il seppuku, all'età di 45 anni, al culmine del successo. Lo yakuza muore in un agguato, vittima anch'egli di una sorte funesta che non è dato di contrastare. In definitiva, la possibilità di scegliere è solo un'illusione e la libertà individuale è sempre condizionata, mai assoluta. Onore, gloria e successo, recita la marionetta del Bunraku, sono solo granelli di sabbia, ed è attraverso queste parole semplici ma disarmanti che potremmo leggere l'episodio dello yakuza, che è specchio di una società in cui troppo spesso si dimentica l'amore a esclusivo beneficio dell'utile.
Dolls offre parecchi spunti di riflessione sulla condizione umana e non meno su alcuni fenomeni in atto nel Giappone contemporaneo. Si veda la sequenza iniziale in cui il matrimonio coatto di Matsumoto con la figlia del proprio capo si celebra in una chiesa di rito cattolico e la sposa indossa un abito bianco in luogo del tradizionale kimono. L'episodio dell'idol permette invece di gettare uno sguardo su una moda assai diffusa, quello della dive minorenni, icone del mondo dello spettacolo create a tavolino da abili discografici per far presa sugli adolescenti, destinate a scomparire in seno a pochi anni. Il fenomeno commerciale la dice lunga sulla tendenza tra i giovani dell'arcipelago nipponico all'omologazione, alla mancanza di identità - e la storia del fan raccontata da Kitano è esemplare. Da ricordare infine la colonna sonora di Joe Hisaishi i costumi di Yamamoto, nota firma della moda made in Japan.


paese: Giappone
anno: 2002
regia: Kitano Takeshi
sceneggiatura: Kitano Takeshi
attori: Kanno Miho (Sawako), Nishijima Hidetoshi (Matsumoto), Mihashi Tatsuya (Hiro), Matsubara Chieko (Ryoko), Fukada Kyoko (Haruna), Tageshige Tsutomu (Nuka)

 

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook