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Drive (2002)

Thursday, 18 November 2010 16:29 Armando Rotondi Film - Giappone
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drive_sabu_0La vita di Asakura Kenichi scorre tranquilla e monotona. È un rappresentante di commercio, abitudinario, introverso, con un tragico trauma infantile. Sono informazioni note allo spettatore fin dai primi minuti; il regista le espone non con semplici immagini, ma tramite la narrazione di un personaggio, un medico che ha in cura il protagonista. Così lo spettatore viene subito a conoscenza di chi sia Asakura e di una parte cospicua della sua personalità. Ogni giorno Asakura visita i suoi clienti in orari perfettamente stabiliti e sempre uguali. Culmine della sua giornata sono le ore 12, quando si ferma con l'auto aziendale davanti a una banca. Lì osserva una ragazza, dipendente alla cassa, suo grande amore, pur non conoscendola.

Un giorno, mentre è fermo al semaforo in prossimità della banca, tre rapinatori fanno irruzione nella sua auto e nella sua vita: sono all'inseguimento di un quarto compagno scappato con la refurtiva della rapina. Ma le abitudini e le manie di Asakura difficilmente si adattano alle esigenze dei tre rapinatori. Comincia un viaggio per le strade della città, un rapporto di amicizia che cambierà la vita dei personaggi.
Tanaka Hiroyuki, con l'usuale pseudonimo Sabu, firma un film difficile da incasellare in un genere specifico, ma al quale, in sostanza, si può attribuire il termine improprio di grottesco. È un film interessante nelle situazioni e nella caratterizzazione dei personaggi, tutti ottimamente interpretati, in particolare il protagonista Tsutsumi Shinichi. Si tratta quasi di una versione giapponese del Fuori orario di Martin Scorsese con alcune similitudini e differenze fondamentali: a un prologo diurno segue il vero svolgimento del film, che si sviluppa nell'arco di una notte. Come nel film americano, anche Drive è caratterizzato da una circolarità di azione che porta la vicenda del rappresentate Asakura a concludersi nei luoghi dove tutto era iniziato: in questo caso una banca, luogo che darà il via alla nuova vita del protagonista e che permette il ritorno della luce del sole nella sua esistenza. La differenza sostanziale è questa: se la pellicola di Scorsese era abitata da un singolo protagonista, la "rivisitazione" giapponese ha una coralità di personaggi che di volta in volta si ergono a co-protagonisti. Il regista descrive situazioni paradossali molto efficaci, e divertenti. Alcune sono di grande visionarietà, specialmente le sequenze che vedono il quarto rapinatore preda di terribili incubi. Un film interessante, dunque, ma non privo di alcune stonature, come elementi troppo americani nei dialoghi e in alcuni atteggiamenti dei personaggi. Difetti che, tuttavia, non impediscono una gustosa visione.


paese: Giappone
anno: 2002
regia: Sabu (Tanaka Hiroyuki)
sceneggiatura: Sabu (Tanaka Hiroyuki)
attori: Tsutsumi Shinichi, Shibasaki Kou, Ando Masanobu, Kakei Toshio, Osugi Ren, Terajima Susumu

 

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