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End of Summer, The (1961)

Thursday, 18 November 2010 16:44 Valentina Verrocchio Film - Giappone
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end_of_summer_0L'anziano Mambei ha un negozio di sake che non va granché bene, e molti figli e parenti che girano per casa. Per distrarsi, spesso e volentieri va a trovare una vecchia amica, convinto di avere una figlia con lei. La famiglia di Mambei, e perfino i commessi del negozio, ricamano molto su queste innocue visite. Finché un giorno Mambei si sente male e tutti temono il peggio. Invece lui guarisce prestissimo, ricominciando come se niente fosse le sue passeggiate segrete...

Primo film di Ozu per la Takarazuka Eiga, un'affiliata della Toho. Che non si tratti di un prodotto marca Shochiku si vede fin troppo bene: i colori sono diversi, gli attori sono diversi (una parata di star Toho, ansiose di lavorare almeno una volta nella vita per Ozu!), l'atmosfera ha quella ambiguità molto sospetta che era cara alla Toho, ma completamente sconosciuta alla Shochiku. Ozu in trasferta, spaesato e diffidente, rigido nell'adempiere alle clausole del contratto, scrisse velocemente la sceneggiatura insieme al fedele Noda Kogo, senza concedersi le bevute, i pranzi, i sonnellini e le camminate in montagna, gli amici, le chiacchiere e le risate, che si concedeva quando lavorava per la Shochiku che ne conosceva e tollerava i tempi, le lungaggini. Il risultato dà continuamente la sensazione di voler compiacere affiancando una modernità melliflua, messa in scena sopra ogni altra cosa dal personaggio di Dan Reiko, attrice brava con un corpo da ragazzina voluttuosa, volgare e opportunista; e sebbene si tratti di un film comunque affascinante, The End Of Summer ha un qualcosa di disturbante, una specie di malessere serpeggiante e sordidamente amaro che lascia tutto il tempo con l'impressione, straniante, che qualcosa non suoni giusto, pur non essendoci assolutamente nulla fuori posto. L'intero cast, a parte il protagonista, ad esempio, si muove in modo incerto, come non abituato al modo di recitare imposto da Ozu. Questa incertezza lascia lo spettatore interdetto: sembra che tutti abbiano qualcosa da nascondere e si muovano allora con circospezione. Le uniche due figure familiari poi, invece di rassicurare, inquietano: Hara Setsuko infatti si aggira per il film in realtà senza nessuna vera funzione che ne giustifichi la presenza, mera spettatrice delle vite altrui; e Ryu Chishu compare solo nel finale, anche lui completamente scollegato dalla storia.
Con un semplice parallelo la vacuità di The End Of Summer può essere facilmente dimostrata: l'espediente dell'anziano signore che di nascosto va a intrattenersi dalla vecchia fiamma, Ozu l'aveva collaudato fin dagli anni trenta, quando in A Story Of Floating Weeds, Kihachi, il capo troupe interpretato dal simpatico Sakamoto Takeshi, ogni tanto spariva per andare a trovare la donna dalla quale aveva avuto un figlio, inseguito da bambini curiosi grazie ai quali piccole gag si sviluppavano. Kihachi lungi dall'essere un tipo con molte donne, in quella timida signora vedeva una compagna ideale e ormai intoccabile, la sola possibile, in quanto mamma del suo bambino. Nakamura Ganjiro invece, l'attore che in The End Of Summer interpreta Mambei, già solo a guardarlo sembra un fauno, una persona alquanto viziosa. Mentre Kihachi era sporco nell'abbigliamento perché era povero, Mambei è sporco nella testa, nella morale. Inoltre la vecchia fiamma di Mambei non è affatto sicura che la figlia sia davvero di Mambei, anche se glielo lascia credere sperando che lui sia prodigo di regali per la giovane e molle smorfiosa.
The End Of Summer voleva essere probabilmente una specie di compendio del cinema di Ozu, nella testa dei produttori, e infatti dentro ci sono quei tipici membri della famiglia che, alcuni deboli, altri più scaltri e forti, alcuni ancora da accasare, altri insoddisfatti seppur accasati, avevano fatto la fortuna di Tokyo Story e in generale avevano dato volto al cinema di Ozu rendendolo impalpabile, ingiudicabile come la vita. Però qui niente è impalpabile, i personaggi sono maliziosi e pettegoli; la colonna sonora, pensata dall'unico professionista di cui Ozu si sia mai servito per le musiche dei suoi film, Mayuzumi Toshiro, è sicuramente d'effetto (ne sapeva qualcosa Truffaut che l'ha abilmente fatta rielaborare a Antoine Duhamel per accompagnare i suoi Domicile Conjugal e Baci Rubati, che condividono col film di Ozu anche il sapore buffo di certi inseguimenti). Anche l'uso del colore, la disposizione del décor, tutto è d'effetto. Peccato che si tratti di un effetto squisitamente mondano (come la gag del pretendente di Hara Setsuko, appassionato collezionista di buoi e possessore di un accendino con una fiamma spropositatamente lunga!), niente dunque a che vedere con gli effetti eterei del solito cinema di Ozu. (Gennaio 2006)


paese: Giappone
anno: 1961
regia: Ozu Yasujiro
sceneggiatura: Noda Kogo, Ozu Yasujiro
attori: Nakamura Ganjiro (Kohayagawa Mambei), Hara Setsuko (Akiko), Tsukasa Yoko (Noriko), Aratama Michiyo (Fumiko), Kobayashi Keiji (Hisao), Shimazu Masahiko (Masao), Morishige Hisaya (Isomura Eiichiro), Naniwa Chieko (Sasaki Tsune), Dan Reiko (Yuriko), Sugimura Haruko (Kato Shige), Kato Daisuke (Kitagawa Yanosuke), Sazan Kakyu (capo commesso), Ryu Chishu (contadino)

 

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