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First Love / Hatsukoi (2000)

Friday, 19 November 2010 03:55 Valentina Verrocchio Film - Giappone
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first_love_0Nell'andirivieni dall'ospedale a casa, durante una serie di controlli per un sospetto cancro, la mamma di Satoka riordinando una credenza con la figlia, trova un vecchio carillon, rotto. Quando la mamma viene ricoverata, Satoka scopre all'interno del carillon un cassettino segreto, contenente una lettera mai spedita. Tra quelle righe anni Settanta, la mamma ragazzina, chiede a un tale Shin'ichiro di poterlo incontrare un'ultima volta, sotto "il ciliegio dei desideri".

Satoka si mette a cercare l´albero, e poi anche Shin'ichiro. Troverà e rimetterà a nuovo entrambi, non realizzando pienamente, nell'irruenza dei suoi diciasette anni, che molte sfumature evanescenti ostacolano o proteggono le cose dal tornare com'erano...
Hatsukoi (letteralmente primo amore) è un film che si lascia guardare e scorre imperturbato sullo schermo. Lieve, leggero e venato di varie malinconie, avrebbe potuto essere una di quelle pellicole che commuovono e ammorbidiscono le nervature degli stati d´animo, soltanto raccontando le emozioni impalpabili di un´adolescente e quelle intoccabili degli adulti, i quali molto più sperdutamente di lei le si muovono attorno. Invece la sensazione è che il film sfiori solo vagamente la percezione di personaggi e pubblico, pur non avendo davvero nulla che non vada, e sebbene Shinohara Tetsuo si sia curato di rendere tutto estremamente naturale e sfumato, con una regia davvero trasparente e non invasiva. Purtroppo l´empatia tra lo spettatore e la storia non scatta, tutto avviene così limpidamente e senza attriti che l´attenzione non ha un punto d´appiglio per incaponirsi e/o prendere le parti dei personaggi. Una madre mite e tranquilla, una figlia che chissà in che modo s´è messa in testa di sbocciare e nel frattempo si dà alla ricostruzione delle storie che furono; un uomo (l´ex ragazzo della mamma) vinto dalla vita e rimesso al mondo come se niente fosse da una giovinetta gentile ed energica.
Hatsukoi è davvero lodevole nella freschezza delle situazioni e dei protagonisti che vi interagiscono. Encomiabile nel mostrare con garbo e discrezione i tumulti acerbi e spontanei di una liceale, tanto tenace nel plasmare le sue scoperte, quanto disattenta (com´è tipico delle persone giovani) nei confronti del lento e silenzioso amore che la avvolge. Ma accanto a tutto questo Hatsukoi è anche poco verosimile (perché sono tutti così buoni e piatti?), e sorge il dubbio che questa tenera impalpabilità sia anche un errore di regia, ben più che un punto di forza, un´eccessiva sottrazione di drammaticità, all´inseguimento di una delicatezza che finisce con lo sfociare in un vuoto ben confezionato. L´unica figura che discretamente beneficia del tatto (più che tocco) registico è quella (defilata) del padre, un signore che non ha fatto niente di male, a parte trottare dall´ufficio a casa e da casa all´ufficio, stringendo la sua valigetta da salaryman, completamente ignorato dalla figlia, che lo disprezza e lo teme senza che ce ne sia veramente motivo. I momenti migliori di tutto il film sono custoditi e nascosti nei piccoli dettagli dell´amore quotidiano di quest´uomo per la famiglia: l´acquisto di una coppia di bicchierini per il té, la preparazione frenetica dell´autoscatto di una fotografia (viene da chiedersi quanto ci sia di autobiografico, in questa figura paterna, a dire la verità)... E se anche ci si volesse evitare di biasimare Shinohara Tetsuo per l´inconsistenza pseudo-autoriale della sua regia, senza dubbio lo si dovrebbe... multare (!), per il suo non aver saputo sfruttare le possibilità a disposizione, due in particolare: la colonna sonora, firmata da Jo Hisaishi, il quale forse preso in un momento di stanca, non ha fatto altro che smontare e rimontare, cambiando il posto a qualche nota, l´ultrafamoso tema dell´americano Love story, che di ripetizione in ripetizione, per tutto il film senza mai una pausa o una variazione, finisce con lo svalutarlo e il deprezzarlo. E poi Rena Tanaka, bravissima ma anche lei troppo sottotono, volutamente oscurata, ripresa (quasi sempre) di spalle o di tre quarti, infagottata in vestitini di nessun conto e sempre totalmente ignara di tutto quello che le sta capitando intorno. Arriverà almeno un primo piano? Che peccato che Hatsukoi si trasformi, alla fine, solo nell´attesa di una lacrima e un sorriso girati con meritata e saziante pienezza.


paese: Giappone
anno: 2000
regia: Shinohara Tetsuo
sceneggiatura: Nagasawa Masahiko
attori: Tanaka Rena (Aida Satoka), Sanada Hiroyuki (Fujiki Shin´ichiro), Harada Mieko (Nishimura Shizue)

 

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