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Floating Weeds (1959)

Friday, 19 November 2010 03:59 Valentina Verrocchio Film - Giappone
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floating_weeds_0In piena estate una troupe girovaga di teatro kabuki approda in un paesino del sud nella regione di Wakayama. Durante le prove e le rappresentazioni, gli artisti adocchiano le ragazze appetibili del paese, mentre il capocomico, di nascosto dalla prima attrice, tutte le volte che può corre a trovare la sua vecchia compagna, con la quale ha un figlio, ora in età da università e convinto che il padre sia morto.

Remake dichiarato di A Story of Floating Weeds (muto del 1934, sempre diretto da Ozu) Floating Weeds dà forma all'inadeguatezza: il capocomico, interpretato alla perfezione dal veterano Nakamura Ganjiro, è troppo vecchio, come fanno notare due signore casuali colte per strada a commentare l'arrivo degli attori in paese. Troppo vecchio per essere padre di un figlio che considera di una classe superiore alla propria, troppo vecchio per fare da marito a una donna che vede ogni decina d'anni, troppo vecchio per star dietro a una troupe che mette in scena pezzi antiquati e maldestri, e perfino troppo vecchio per essere l'amante della prima attrice, che andrebbe educata e rassicurata in modo da non disperdere invano il fuoco che ha in corpo. I tre attori secondari, capitanati da Tanaka Haruo (che in A Story of Floating Weeds aveva il ruolo del figlio), dall'inizio del film sempre legati da un'uguaglianza di intenti e perfino di costumi, anche loro sono inadeguati e incapaci di soddisfare desideri quali trovare una ragazza, pagare da bere e perfino avere il coraggio di abbandonare la troupe. La prima attrice, Kyo Machiko, si sente (rabbiosamente) inadeguata perché arrivata in un secondo tempo non conosce tutti i segreti che hanno fatto la storia del gruppo itinerante. Anche l'attrice più giovane, Wakao Ayako, soffre per la propria inadeguatezza, perché non sa adempiere alla richiesta fattale dalla prima attrice: invece di sedurre il figlio del capocomico se ne innamora, e quando ormai è troppo tardi per fare marcia indietro sente con amarezza di non essere la ragazza giusta per quel giovane uomo ancora così candido e pieno di ideali. Certo l'inadeguatezza serpeggiava anche in A Story of Floating Weeds, ma meno cinicamente, e sebbene insicuro, ogni personaggio aveva un forte senso del rispetto per se stesso e per il prossimo, cosa che in Floating Weeds manca, rendendo i gesti più crudi, seghettando attorno ai personaggi una solitudine irreversibile che tutti cercano di sfogare qualche volta con livore, ma più spesso riescono a scansare indulgendo in vizi sciocchi, con un sorriso di sapiente stanchezza. L'unica in grado di sfuggire a questo andazzo, l'unica ad avere un po' di dignità, è la vecchia compagna del capocomico, interpretata dall'intensa Sugimura Haruko, già protagonista defilata eppure cruciale di altri film di Ozu (Late Spring e Early Summer, per esempio). Con puntualità asettica ma allo stesso tempo passionale, senza perdere un momento il filo delle umili faccende quotidiane, questa vecchia compagna incassa, al massimo con una vaga alzata di sopracciglia, i colpi che le vengono rifilati per distrazione, per negligenza, per egocentrismo ed egoismo da suo figlio, dal capocomico e dalla sua attuale amante. Così, nonostante una colonna sonora allegra e decisamente felliniano-circense (messa a punto da Saito Kojun, già compositore di quasi tutti i film di Ozu da Tokyo Story in poi), nonostante il colore rosso presente, nella sua variazione più accesa e intensa, in praticamente tutte le inquadrature, e nonostante gli svariati giochi di parole e battute di una certa divertita volgarità, Floating Weeds è uno dei film più cupi di Ozu. Cupo per una specie di eccesso di leggerezza che lascia leggere tra le righe un abbandono, ormai, al fluire degli eventi e alla certezza impotente che su questa terra non solo si è soli tutto il tempo, ma si è anche troppo distratti per badare ad avere un po' di decenza e dignità. Distratti dalle proprie insicurezze. Le insicurezze come maschera di un egocentrismo buio e soffocante.
Tecnicamente Floating Weeds è meno corale di A Story of Floating Weeds, meno fresco di particolari. È sufficientemente eloquente un paragone tra il personaggio del bambino nel primo e nel secondo Floating Weeds. Nel primo il ragazzino è una sagoma, nel secondo una marionetta, purtroppo. Torna in mente, a proposito, anche se è inutile sottolinearlo, l'incapacità dell'attore che interpreta il giovane figlio del capocomico. Incapacità che non è reale, ma è semplicemente un nudo e crudo sfigurare di fronte al talento del precedente figlio, Tanaka Haruo. Grande, immensa attenzione per la luce che da un certo punto in poi del film cade a picco sui personaggi intagliandoli e isolandoli nella loro inettitudine (Miyagawa Kazuo, fedele alleato di Mizoguchi in tutti i film del dopoguerra, è qui direttore della fotografia). Ciò che è identificabile come un andamento binario e quasi matematico nella costruzione del film poggia prima di tutto sul passo doppio di ogni scena, nel senso che spesso le scene sono formate da due segmenti affiancati di inquadrature identiche, all'interno delle quali dialoghi e minimi spostamenti e mutamenti dei corpi lasciano procedere l'azione. E poi c'è il sistematico rovesciamento, a specchio, delle soluzioni pre-esistenti nel film muto: quello che infatti in A Story of Floating Weeds è a destra, in Floating Weeds è a sinistra, e viceversa, invariabilmente. Film di inquadrature sì fisse, ma in cui i personaggi fanno da dolly portatori di significato (la sequenza del litigio sotto la pioggia ne è un esempio, e con una evidenza quasi spiazzante), Floating Weeds si prende gioco della leggenda che vuole Ozu regista incapace di carrellare: all'inizio del film la cinepresa, ferma, su una nave che scivola sull'acqua, per forza di cose registra un carrello naturale che ha per obiettivo la torre del faro visibile oltre il parapetto del ponte. Primo e unico film di Ozu realizzato per la Daiei apparentemente per ricambiare il favore di aver avuto in prestito da questo studio l'attrice Yamamoto Fujiko per Equinox Flowers, Floating Weeds in realtà nacque dalla volontà di Ozu di adempiere a una promessa fatta a Mizoguchi Kenji, dirigente degli Studi Daiei e nel frattempo morto, e cioè realizzare un film per questa compagnia. Una gioia per gli occhi, un gran gelo per il cuore. (Febbraio 2006)


paese: Giappone
anno: 1959
regia: Ozu Yasujiro
sceneggiatura: Noda Kogo, Ozu Yasujiro
attori: Nakamura Ganjiro (Arashi Komajuro), Kyo Machiko (Sumiko), Wakao Ayako (Kayo), Kawaguchi Hiroshi (Homma Kyoshi), Sugimura Haruko (Oyoshi), Nozoe Hitomi (Aiko), Ryu Chishu (impresario), Mitsui Koji (Kichinosuke), Tanaka Haruo (Yatazo), Irie Yosuke (Sugiyama), Hoshi Hikaru (Kimura), Ushio Mantaro (Sentaro), Urabe Kumeko (Shige)

 

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