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Flower & Snake (2004)

Friday, 19 November 2010 04:02 Stefano Locati Film - Giappone
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flower_and_snake1_0Ishii Takashi si confronta con un classico della letteratura sadomaso giapponese, una serie di romanzi scritti da Dan Oniroku già trasposti diverse volte al cinema. La versione più conosciuta, quella del 1974, diretta dal veterano Konuma Masaru, con protagonista Tani Naomi, contribuì a lanciare la nuova linea di roman porno s&m della Nikkatsu, salvandola per l'ennesima volta dal fallimento. Si trattava di un film diretto e malato, compiaciuto nelle sue umiliazioni misogine, probabilmente proprio per questo tanto compatto, fin quasi a stordire. Questa rilettura si discosta dall'andamento lineare del predecessore e prende strade più oniriche e solipsistiche.

Shizuko è una ballerina di tango famosa in tutto il mondo che ha deciso di mettere al primo posto il matrimonio rispetto alla notorietà. Suo marito, Toyama, un uomo d'affari potente e influente, è però troppo obnubilato dal potere per poter fare qualcosa di più che essere geloso di lei. Così Shizuko è richiusa in casa, preda delle sue insoddisfazioni, persa in sogni violenti e predatori. Un giorno il vecchio e malato boss della yakuza Tashiro ne vede un video in televisione e la sceglie come svago. Incarica il sottoposto Morita di predisporre una trappola finanziaria ai danni di Toyama, quindi, in cambio del silenzio, gli impone di cedere la moglie per una festa. Preda di conflitti interiori, ma ottimista che il vecchio sia troppo anziano per fare alcunché di sgradevole alla donna, Toyama è costretto ad accettare. Ovviamente Shizuko precipita in un mondo da incubo fatto di sottomissione, voyeurismo, sadismo e degradazione.
Il percorso che va dagli esordi con la serie Angel Guts, tratta da un suo stesso manga, fino al più recente Freeze Me, dimostra come Ishii abbia sempre in qualche modo avuto a che fare con la rappresentazione del binomio donne-violenza. Con Flower & Snake lascia da parte qualsiasi intarsio di trama per concentrarsi sull'estrapolazione visiva di questo connubio. Al di là di un incipit che introduce i protagonisti e le motivazioni di sfondo, in effetti il film si svolge tutto all'interno di un capannone surreale, dove una folla mascherata assiste estasiata allo svilimento fisico e mentale di Shizuko (una coraggiosa Sugimoto Aya). Lo spunto interessante è comunque la scelta del punto di vista, totalmente aderente a quello della donna. La sua mente destrutturata trasforma lo svolgimento degli eventi, mescola i piani, fino a distruggere qualsiasi senso dello spazio e del tempo. Un percorso evidenziato dalle scelte di regia, che predilige ellissi e letargizzazione degli stacchi per ricreare a schermo vivo l'esito ipnotico e febbricitante delle manipolazioni dei carnefici. Un gioco intellettuale che arriva a trasformare le percezioni del corpo e dei sensi, fin quasi al loro dissolvimento. Resta evidente che si tratta di un film delicato, traballante, in bilico tra istinti esploitativi e giustificazioni autoriali, ma è questa ambiguità di fondo a rendere convincente la sfida di Ishii, che sembra costruire un Eyes Wide Shut underground più spietato, incandescente. Una estetizzazione del degrado che non cede a compromessi - con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso.


paese: Giappone
anno: 2004
regia: Ishii Takashi
sceneggiatura: Ishii Takashi
attori: Sugimoto Aya (Toyama Shizuko), Mori Misaki (Kyoko), Endo Kenichi (Morita), Ishibashi Kenji (Tashiro), Nomura Hironobu (Toyama Takayoshi), Ito Yozaburo, Terajima Susumu

 

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