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Ghost in the Shell (1995)

Sunday, 21 November 2010 03:56 Stefano Locati Film - Giappone
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ghost_in_the_shell_0In un futuro ormai prossimo, le grandi reti informatiche si spingono fino alle stelle e ai flussi di elettroni e di luce che viaggiano nell'universo. Il progresso tuttavia non ha ancora cancellato le nazioni e i gruppi etnici; con questa contraddittoria dichiarazione si apre Ghost in the Shell, cyber-distopia che racconta un'umanità formicolante chiusa in un mondo di statico cemento elettrificato.

La tecnologia ha fatto enormi progressi nell'invasione della quotidianità: esistono i droidi, completamente meccanizzati e dotati di intelligenza artificiale, così come i cyborg, ibridi carne/metallo che conservano residui di umanità in corpi biotech. Protagonista è la maggiore Kusanagi Motoko, agente di punta della fantomatica Sezione 9, che si occupa di operazioni ad alto rischio per la sicurezza nazionale. Del suo sogno corporeo rimangono solo il cervello e parte del midollo spinale, il resto del suo io è uno degli ultimi modelli robotizzati, uno dei più avanzati. Accompagnata da una squadra di esperti combattenti, dal granitico Batou al nostalgico Togusa, sotto le dirette dipendenze del vecchio Aramaki, invischiato in tentacolari intrighi di palazzo, sono sulle tracce del misterioso Signore dei Pupazzi, criminale in grado di penetrare nei cervelli delle sue vittime, manipolandone i ricordi in modo da comandarli come burattini. L'apparente routine è rotta dai dubbi, il Signore dei Pupazzi si rivela essere ben più che un semplice fuorilegge: perché se un essere è in grado di distorcere i pensieri, di tramutare le illusioni in realtà, finte-realtà da cui è doloroso separarsi (la disperazione del netturbino quando scopre di non aver mai avuto una moglie o una figlia), allora cosa garantisce la verità del reale, cosa - in definitiva - differenzia e sostanzia il vero dal falso? "Ciò che vediamo ora - riflette Kusanagi, inseguita da voci che parlano al suo spirito, al suo ghost - non è che una pallida immagine in uno specchio, ma presto il velo cadrà". Il film avvolge lentamente nelle sue spirali artificiali, trasformandosi in un wanderjahr al silicio che chiude ogni possibile via di espiazione: se un essere umano può trasformarsi in un automa privo di volontà, i cui pensieri siano ricordi rimaneggiati, pura illusione, può una macchina esperire e sostituirsi al vivente? Può l'inanimato animarsi, e in che forma? Continuerebbe a sussistere la differenza stigmatizzata da René Descartes tra res cogitans e res extensa? "Che si tratti di esperienza simulata o sogno, le informazioni sono al tempo stesso realtà e fantasia", riassume Batou; ecco allora aprirsi una nuova voragine, un incubo prospettico che ispessisce e forse supera i dilemmi di Rick Deckard/Harrison Ford in Blade Runner (e che rimanda con prepotenza alle ossessioni di Philip K. Dick). Un incubo che, naturalmente, non prevede risveglio.
Ghost in the Shell è ispirato al manga di Shirow Masamune, pubblicato nel 1991 (a lungo atteso un seguito, dopo anni di ritardi uscito come Ghost in the Shell 2: Manmachine Interface): pur riprendendone le tematiche e interi segmenti narrativi, Itou Kazunori, sceneggiatore di fiducia di Oshii, ha eliminato qualsiasi riferimento umoristico, in un'opprimente rilettura sottilmente antiautoritaria, dove il maggiore Kusanagi è sempre più insofferente rispetto a un potere impossibile da combattere, polimorfo, che si dirama in ogni direzione. La regia attenta ai cambi di tempo e alle sfumature di colore, sempre molto scuri, è messa in risalto da una colonna sonora semplicemente perfetta, sorta di etno-elettronica ambientale opera di Kawai Kenji.


paese: Giappone
anno: 1995
regia: Oshii Mamoru
sceneggiatura: Itou Kazunori
attori: -

 

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