404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone H-Man, The / Uomini H (1958)

H-Man, The / Uomini H (1958)

Monday, 22 November 2010 06:33 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
Print

h_man_0Tokyo, 1958. Un uomo che ha rubato dei narcotici svanisce letteralmente nel nulla in una serata piovosa, lasciando di sé i soli vestiti vuoti. La sua donna, Chikako, viene contattata dall'ispettore di polizia Tominaga. In seguito, uno dei soci del marito avvicina Chikako e successivamente s'imbatte in una sorta di ombra verdastra, si accascia a terra e anche di lui rimangono solo i vestiti vuoti. La donna riferisce quello che ha visto alla polizia, ma non viene creduta. Invece lo scienziato Masada le crede, perché ha sviluppato una sorprendente teoria: le creature erano originariamente i componenti dell'equipaggio di una nave che, investiti dalle radiazioni di un'esplosione all'idrogeno avvenuta nel Pacifico, si sono mutati in blob verde-azzurrini, capaci di fagocitare gli esseri umani (che paiono sparire, ma in realtà vengono assimilati dalle letali gelatine). Raggiunta la terraferma, i mostri si rifugiano nelle fogne...

Considerando che è uscito in Giappone il 24 giugno 1958, Bijo to Ekitai-Ningen (La bella e gli Uomini-H) non è pertanto una copia di Fluido mortale (The Blob) di Irvin Yeaworth Jr. come molti sostengono, perché quest'ultimo uscì negli Stati Uniti il 12 Settembre dello stesso anno (le riprese erano iniziate nell'estate del '57). Dato che mi sembra improbabile che sia vero il contrario, ossia che sia stato il film di Yeaworth Jr. (regista scomparso di recente) a plagiare quello di Honda, è forse più costruttivo piantarla con problematici interrogativi su "chi ha copiato da chi" e concludere che i due film in oggetto non si sono influenzati, ma sono usciti per pura combinazione nello stesso anno. Del resto, Uomini H sembrerebbe rifarsi più ai precedenti X contro il centro atomico (1957) e L'astronave atomica del dott. Quatermass (1956), con l'aggiunta del prevedibile tema nucleare. L'accostamento di SF, horror e yakuza pare dovuto al fatto che lo yakuza eiga era, insieme al kaiju, al chambara e al film di guerra, uno dei pochi generi del cinema giapponese che si riusciva a esportare all'estero (anche se in quantità davvero minima) alla fine degli anni '50/inizi '60. Quanto alle scene relative ai blob verdastri, la più efficace (non soltanto da un punto di vista squisitamente estetico) è senza dubbio quella ambientata sulla nave contaminata, ormai abitata da creature "spettrali", che culmina nella rivelazione finale delle loro evanescenti auree: una sequenza inquietante, ammonitrice nei confronti del pericolo nucleare, ma al contempo malinconica, quasi tristemente poetica (l'idea della nave abitata da mostri sarà ripresa da Honda per il suo capolavoro, Matango, ma con diversi presupposti). Discrete anche le scene finali nelle fogne (forse nuova citazione, dopo Radon, di Assalto alla Terra di Gordon Douglas). Uno degli aspetti marginali del film, ma, paradossalmente, fra i più interessanti per chi ama il cinema popolare, di serie-B, e chi soprattutto condivide quanto asseriva il critico francese Ado Kyrou ("I lampi di erotismo nei film mediocri o, addirittura decisamente brutti, hanno sempre fatto la mia felicità..."), è rappresentato da alcune sequenze ambientate in un nightclub dove ballano e cantano ragazze giapponesi in abiti - per l'epoca - discinti, che conferiscono al film un allure stile documentario-sexy anni '60 - ricordiamo che Europa di notte di Blasetti uscì proprio alla fine del 1958, e che nello stesso periodo molti film, horror, gialli, ecc., presentavano sequenze sexy ambientate in nightclub o strip-tease castigatissimi. Le fanciulle non sono certo il massimo della raffinatezza: piccolette, culi bassi, gambe corte e visibile cellulite; ma l'effetto è proprio quello sleazy, cheap, oggi tanto ricercato dai cine-voyeurs più retrò. Inoltre, la scena della verde gelatina che si arrampica sulla gamba nuda di una delle ragazze possiede, anche rivista oggi, un suo sgraziato ma efficace e suggerito erotismo. Nella versione italiana il nome del personaggio interpretato da Shirakawa Yumi non si chiama più Chikako, come nell'edizione originale giapponese e in quelle di tutti gli altri paesi, ma diventa "Chitsuko", al solo scopo d'evitare pesanti sottintesi scatologici (l'immaginereste, in una sala di periferia italiana, lo scienziato Masada che, nella sequenza finale ambientata nelle fogne, chiama la ragazza "Ci-kako!, Ci-kako!" ...?).


paese: Giappone
anno: 1958
regia: Honda Ishiro
sceneggiatura: Kaijo Hideo, Kimura Takeshi
attori: Sahara Kenji (dottor Masada), Hirata Akihiko (Tominaga), Shirakawa Yumi (Chikako/Chitsuko), Tsuchiya Yoshio (Taguchi), Sato Makoto (Uchida)

 

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook