404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone Izu Dancer (1974)

Izu Dancer (1974)

Monday, 22 November 2010 16:34 Valentina Verrocchio Film - Giappone
Print

izu_dancer_0Uno studente fa il suo primo viaggio da solo, e il suo percorso coincide con quello di un gruppo di artisti di strada. La famiglia di artisti prende in simpatia il ragazzo, e tra il ragazzo e una delle danzatrici nasce un'amicizia a fior di labbra, fatta di giochi, risate e gentilezze reciproche.

Izu Dancer è la traslitterazione quasi esatta, ad opera di Katsumi Ishikawa (affezionato agli scrittori del novecento giapponese), di uno dei primi racconti di Yasunari Kawabata, uno scritto di incredibile bellezza, pervaso com'è di leggera, impalpabile, lattea malinconia. Primo film come protagonista di Momoe Yamaguchi, cantante pop famosissima negli anni settanta, Izu Dancer, troppo posato e mite, debole in quanto ad ardore, beneficia enormemente della presenza di questa ragazza fresca e pulita, divertita e obbedientemente ammaliante. Ad affiancarla nei panni dello studente c'è Tomokazu Miura, ancora acerbo, e per questo più simpatico e spigliato di quanto non riuscirà ad essere in futuro. Tutto quello che accade sullo schermo pur non essendo incantevole come potrebbe, rimane lo stesso impresso come un soffio tenue sui primi turbamenti del cuore, un acquerello innocente sui primi, inconsapevoli desideri degli adolescenti. La danzatrice a dire il vero avrebbe dovuto essere una bambina che al mattino si sveglia con il trucco di scena della sera prima ancora sul volto, impastato con le sbavature del sonno, e del tutto inadeguato, tra il buffo e l'osceno, alla luce del giorno. Chiaramente non ce n'è traccia addosso a Momoe, anche se, come nel racconto, a un certo punto appare vivace e gesticolante, nuda, nel bagno termale, debitamente ripresa in piano lunghissimo e coperta quanto basta da una pianta. Al posto della tacita, taciuta, e per questo sensualissima carica erotica sprigionata dai gesti che i due protagonisti si dedicano, ci sono le corse, i rossori e i calori di vergogna nei visi di Momoe e Tomokazu, e c´è una sottotrama inventata, con Momoe alla ricerca di un'amichetta diventata prostituta ed esposta alla corruzione del tempo che passa, delle scelte di vita, quasi a dare uno sfondo di disillusione, amarezza sfiorata, al candore di questa vicenda in cui degli artisti di strada sono prima di tutto membri di una famiglia unita e affiatata, dai costumi irreprensibili. Diverso dal racconto, meno etereo e sconsolato, è anche il finale, che però non guasta, anzi dona dolcezza. Il tema musicale del film è cantato dalla stessa Momoe, e sublime è un aggettivo che rende male la realtà, ma da comunque un'idea di quello che era la voce di questa cantante. Avendo poco tempo o poca voglia, tra il racconto di Kawabata e il film con Momoe, è sicuramente da preferire il racconto, rarefatto e ribollente di semplicità. (Maggio 2004)


paese: Giappone
anno: 1974
regia: Nishikawa Katsumi
sceneggiatura:
attori: Yamagouchi Momoe, Miura Tomokazu

 

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook