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House of Terrors / Kaidan semushi otoko / Il pozzo di Satana (1965)

Tuesday, 23 November 2010 00:06 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
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house_of_terrors_0Questo suggestivo film di Sato, prodotto dalla Toei, rientra almeno apparentemente nel cinema horror tradizionale nipponico, il kaidan eiga. Da noi uscì nel 1967, distribuito dalla Ceiad. Un uomo, Chonin Mitake, muore pazzo dopo lunga agonia, e il suo cadavere viene fatto cremare. La sua vedova, Yoshi (doppiata nella versione italiana da Valeria Valeri) si reca, per investigare sul passato del marito, nella villa dove questi era vissuto, sinistramente soprannominata "il pozzo di Satana" (una suggestiva statua di Satana è collocata nell'atrio della magione). Qui viene ben presto raggiunta da alcuni suoi parenti.

Sulla dimora, secondo quanto racconta il guardiano, un gobbo, pesa la maledizione lanciata dal primo proprietario, il barone Tominaga, il quale, innamorato in passato di Judy, donna bella ma irrimediabilmente pazza, fu scaraventato in un pozzo sottostante la villa detto appunto "pozzo di Satana", e ivi lasciato morire da un soldato di passaggio, che amoreggiò con l'insana Judy, arrivando infine a ucciderla. I visitatori - fra i quali, oltre a Yoshi, il primario ospedaliero prof. Arashi Mitake, padre del defunto Chonin, sua figlia Ohara, il dottor Yamashita, la sua fidanzata Linda, I'avvocato Daimyo e Suzy Akemi, ex-amante di Chonin - non prendono sui serio la maledizione. Malgrado l'intervento di un'anziana medium, gli ospiti della villa iniziano a morire uno a uno. Responsabile è il gobbo (fratello del defunto barone) guidato dalla volontà ultraterrena del fratello ("tu non mi tradirai finché vivrai!). Innamoratosi di Ohara, il gobbo tenta di farla fuggire, ma la maledizione di Tominaga è inarrestabile, e la ragazza morirà ugualmente...
Ingiustamente sottovalutato, Il pozzo di Satana è invece un'opera di notevole bellezza formale, ben fotografata in un suggestivo bianco e nero da Nishikawa Shoe. Una pellicola che, in definitiva, avrebbe meritato delle recensioni più obiettive. Molti si limitarono invece a considerarla semplicemente una sorta di clone delle coeve produzioni inglesi firmate Hammer, individuando addirittura (cfr. Claudio Bertieri in Horror, n° 16, maggio 1971, pag. 40) "un protagonista truccato a buona somiglianza di Christopher Lee". In realtà, l'ispirazione per Kaidan Semushi Otoko proviene chiaramente dagli horror all'italiana degli Anni 60 che (grazie a curiosi personaggi come il distributore-produttore Okura Mitsugu) si importano con una certa frequenza nel paese del Sol Levante, e che Sato dimostra di conoscere molto bene. In particolare La frusta e il corpo (1963) di Mario Bava, Lo spettro (1963) di Riccardo Freda, Danza macabra (1963), La vergine di Norimberga (1963) e I lunghi capelli della morte (1964) di Antonio Margheriti, sembrano aver colpito la sua fantasia e quella dello sceneggiatore Takaiwa Hajime. De ll pozzo di Satana esiste una sorta di imitazione, inedita in Italia, Kaidan Katame no Otoko (trad. let.: Storia di fantasmi: l'uomo da un occhio solo, 1965), sempre con Nishimura Akira, diretto da Kobayashi Tsuneo basandosi su una sceneggiatura - scritta nuovamente da Takaiwa Hajime, stavolta coadiuvato da Miyagawa Ichiro - che utilizza anch'essa i temi e le atmosfere "à la" italian-horror.


paese: Giappone
anno: 1965
regia: Sato Hajime
sceneggiatura: Takaiwa Hajime
attori: Nishimura Akira (il gobbo), Kusunoki Yuko (Yoshi), Ebara Shinjiro (dr. Yamashita), Harukawa Masumi (Suzy Akemi)

 

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