404 Not Found

Not Found

The requested URL /track was not found on this server.

You are here:   Home Film Giappone Terror Beneath the Sea / Kaitei Daisenso / I mostri della città sommersa (1966)

Terror Beneath the Sea / Kaitei Daisenso / I mostri della città sommersa (1966)

Tuesday, 23 November 2010 00:10 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
Print

kaitei_daisenso_0Nel 1966, la Toei si accordò con la Ram Films di Walter Manley (1918-1996) e Ivan Reiner, allo scopo di mettere in cantiere una serie di co-produzioni espressamente indirizzate al mercato occidentale e in particolare a quello statunitense. Tale accordo portò alla realizzazione di Kaitei Daisenso di Sato Hajime e di Gamma Dai Sango: Uchu Daisakusen (ll fango verde, 1968) di Fukasaku Kinji, sebbene in un primo tempo avrebbe dovuto dare origine a un numero decisamente superiore di pellicole, un po' come era accaduto per la coeva serie italo-statunitense della Stazione Spaziale Gamma, sempre co-prodotta da Manley e Reiner - composta da Il pianeta errante, La morte viene dal pianeta Aytin, I criminali della galassia e I diafanoidi vengono da Marte (tutti diretti dal nostro Antonio Margheriti) - e di cui Il fango verde, anche se pochi se ne sono accorti, costituisce una sorta di quinto capitolo.

In un'intervista datata Giugno 1966, il produttore associato della Ram, William Ross, affermava infatti che "se questo genere di pellicole avrà successo negli Stati Uniti, la Ram co-produrrà almeno 13 film simili da girarsi in Giappone, probabilmente al ritmo di quattro all'anno". Ma le cose andarono diversamente, le prime due co-produzioni Toei/Ram non ricevettero il favore del pubblico e i preannunciati 13 film restarono solo uno dei tanti progetti abortiti della storia del cinema exploitation.
Girato nella primavera-estate del 1966 negli studi Toei di Oizumi (Nerima-ku, Tokyo), Kaitei Daisenso metteva insieme un gruppo estremamente variegato di attori dove, a fianco di quelli giapponesi, recitavano americani, tedeschi, turchi e persino greci (la maggior parte dei quali dilettanti). Il motivo era chiaro: occorrevano molte comparse occidentali e gli attori di origine statunitense disponibili erano ben pochi. Distribuito in Giappone il 1° luglio 1966, il film sembra un indigesto mix di 20.000 leghe sotto la Terra (1965) e Agente 007: Thunderball - Operazione tuono (1965, maggior incasso assoluto fra i film della serie James Bond). La trama: durante un'immersione in mare, i reporter Ken Abe e Jeannie (doppiati rispettivamente, nella versione italiana, da Carlo Sabatini e da Marzia Ubaldi, moglie di Gastone Moschin) fotografano casualmente una strana creatura, apparentemente un uomo-pesce. Ne parlano a un comandante della marina loro amico, Brown, e ad altre persone, ma inizialmente non vengono creduti. Rapiti durante una successiva perlustrazione subacquea, e portati in una città sottomarina, vengono a conoscenza del diabolico piano messo in atto da uno scienziato pazzoide, Rufus Moore, che intende dominare il mondo grazie a un esercito di uomini pesce. Queste creature sono in realtà comuni esseri umani mutati in mostri da un intervento chirurgico messo a punto dal dottor Josef Hyme (interpretato da Mike Daning, noto anche nella grafia Mike Daneen, nella vita dirigente della Pacific Television Corporation e attore dilettante nel tempo libero), complice di Moore nel delirante piano di conquista mondiale. Successivamente, i malvagi sequestrano anche il buon professor Howard per indurlo a unirsi a loro. Ma nel frattempo la marina si mette in azione con un sottomarino atomico...
Di Kaitei Daisenso esistono versioni leggermente differenti: quella originale nipponica contiene un maggior tasso di violenza e minor spazio riservato agli attori non-giapponesi, mentre per le edizioni occidentali è vero il contrario. In Europa è senz'altro il più conosciuto e il meglio distribuito fra tutti i film di Sato: in Germania, per esempio, esce il 13 giugno 1968 come UX - Bluthund: Tauchfahrt des Schreckens; in Francia il 20 gennaio 1969 col titolo Robots 2000 odyssée sous-marine, curiosamente vietato ai minori di 13 anni; infine in Italia viene distribuito dalla E.I.F. nel 1970, intitolato I mostri della città sommersa. La pellicola non è certo fra le più riuscite di Sato. Quasi tutte le critiche del periodo la snobbano o, bene che vada, la ridicolizzano. Scrive per esempio Alfredo Castelli sul decimo numero della rivista Horror (settembre 1970): "Se avete sette o otto amici armati di fischietti e trombette, andate a vedere I mostri della città sommersa: ce n'è per tutti, dagli uomini-pesce con la cerniera lampo sulla schiena [...] agli sfondi di cartapesta dipinti senza conoscere le regole più elementari della prospettiva. C'è anche uno scienziato pazzo con assistente teutonica [...], la base sottomarina costruita con una zuppiera e altre fantastiche cose. II divertimento è assicurato per due ore". A parziale difesa del regista, vanno comunque considerati i numerosi problemi incontrati per portare a termine quella che è: 1) la sua prima opera cinematografica girata a colori e con complicate riprese sottomarine; 2) il film dal budget più alto - con tutto ciò che ne deriva in quanto a compromessi imposti dai produttori, aspettative, limitazioni - su cui egli abbia mai messo mano (100 milioni di yen dichiarati); e 3) una vera e propria babele di lingue e nazionalità. Infatti, sebbene il regista, in un'intervista dell'epoca, si affanni a sottolineare, a fine lavorazione, il "brillante superamento delle difficoltà iniziali" e la "naturale predisposizione degli occidentali alla recitazione" (sic!), i problemi ci sono e spesso gli espedienti che si escogitano per tentare di aggirarli non migliorano la situazione, anzi. Come gli occhiali neri. Alcuni critici, credendo di aver intuito "I'inghippo", scrivevano che quasi tutti i personaggi del film portano gli occhiali da sole semplicemente per non far notare gli occhi a mandorla degli attori orientali. Niente di più sbagliato. La verità è più contorta: gli occhiali scuri (considerando il target precipuo del film, cioè i giovani moviegoers statunitensi) servono invece per dissimulare un pochino i caratteri somatici assai poco Wasp delle comparse turche, tedesche e greche, che devono invece passare per attori yankees! Non va assolutamente sottovalutato, poi, un altro aspetto, quello che si rifà fin troppo scopertamente ai film spionistici del periodo, e in primis a Agente 007: Thunderball - Operazione tuono. Si confrontino, per esempio, le sequenze subacquee, un velleitario tentativo di ricreare quelle (all'epoca molto ammirate) che orchestrò Ricou Browing per Operazione tuono. Ma Tateishi Akira (autore della fotografia sottomarina di Kaitei Daisenso) non è Browing, sebbene ci metta tutta la migliore buona volontà. Oppure le pistole con i lunghi silenziatori (un particolare alquanto ridicolo, giacché lo spettatore si interroga legittimamente sulla reale utilità dei silenziatori, almeno all'interno della base sottomarina!). Oltretutto, i citati referenti fanta-spionistici sono enfatizzati dal disegnatore dei manifesti italiani, Renato Casaro, che raffigura nella locandina un eroe in muta da sub le cui sembianze sono chiaramente reminiscenti di quelle di Sean Connery in Operazione tuono.


paese: Giappone
anno: 1966
regia: Sato Hajime
sceneggiatura: Otsu Koichi, Fukushima Masami
attori: Chiba Shinichi / Sonny Chiba (Ken Abe), Peggy Neal (Jeannie), Franz Grúber (Brown), Eric Nielsen (Rufus Moore), Andrew Hughes (prof. Howard)

 

sitemap

Add comment

Effettuando il login si hanno più opzioni e non è necessario inserire il captcha a ogni messaggio.
Sono vietati messaggi discriminatori, offese o insulti, spam di qualsiasi tipo, incitamento alla pirateria informatica. I commenti che non rispettano queste semplici regole saranno eliminati senza preavviso dalla redazione.

Security code
Refresh

Share on facebook