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Adventure in Kigan Castle / Kiganjo no boken / Le avventure di Takla Makan (1966)

Tuesday, 23 November 2010 00:20 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
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kiganjo_no_boken_0Tre anni dopo Daitozoku (1963), Taniguchi ne realizza una sorta di spin-off, che a ben guardare sembrerebbe più specificatamente pensato per un pubblico di ragazzini. Girata in esterni a Sakuragaoka (Giappone) e nella magnifica città iraniana di Isfahàn, distribuita in Italia nei primi anni '70 con il titolo Le avventure di Takla-Makan, questa seconda pellicola sembra meno influenzata dal peplum (la cui moda, in Occidente, aveva nel frattempo ceduto il passo a quella del western all'italiana) e preferisce invece puntare sulla favoletta morale, narrando di un re che ha indurito il suo cuore perché "non crede più negli uomini".

Osami (Takla nell'edizione italiana, vale a dire l'attore Mifune Toshiro, quì doppiato da Arturo Dominici) gli dimostrerà che si sbaglia, ritornando da un lungo viaggio, come aveva promesso, per farsi giustiziare al posto dell'amico bonzo Ensai, tenuto in ostaggio in attesa di essere bruciato sul rogo in sua vece se egli non fosse tornato. In questo modo, Osami dimostra al cinico re che esiste ancora l'amicizia vera e che è ancora possibile "credere nell'uomo", così il sovrano concede la grazia ad entrambi ma, tanto per gradire, nello stesso momento scoppia una rivolta di palazzo, ordita da un ciambellano traditore e da altri dignitarî parassiti, che Osami contribuirà a sedare. Meno convincente e ironico rispetto al primo film, nonché con striminziti elementi fantasy (forse proprio perché moderati, sono stati mantenuti anche nella versione italiana), Kiganjo no boken è comunque un'avventura esotica piacevole, senza molte pretese.
Ritroviamo due personaggi già visti in Daitozoku: la strega, interpretata dall'attore Amamoto Eisei, e il mago-eremita impersonato da Arishima Ichiro (doppiato nell'edizione italiana da un Sergio Fiorentini che parla come Topo Gigio!), sebbene allo spettatore più smaliziato non sfugga che quest'ultimo è meno incline alla contemplazione delle grazie muliebri di quanto non fosse nella pellicola precedente (ma ciò è dovuto probabilmente a un'autocensura attribuibile al target di ragazzini che evidentemente i produttori immaginavano quali principali fruitori).
Un cenno finale merita Wakabayashi Akiko - nota anche come Wakabayashi Eiko - quì utilizzata in una parte di "cattiva" (la seducente Suprima, figlia del ciambellano traditore). Si tratta di uno dei pochi ruoli - un altro è quello della sfortunata Aki di Agente 007, si vive solo due volte (1967) al fianco di Sean Connery - che meglio fecero risaltare la sobria ed elegante avvenenza di questa (spesso sottovalutata) attrice.


paese: Giappone
anno: 1966
regia: Taniguchi Senkichi
sceneggiatura: Mabuchi Kaoru [Kimura Takeshi], Dazai Osamu
attori: Mifune Toshiro (Osami/Takla), Nakamura Tadao (Ensai), Mihashi Tatsuya (re), Shirakawa Yumi (regina), Wakabayashi Akiko (Suprima), Hirata Akihiko (ciambellano), Sawamura Ikio (venditore di schiavi)

 

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