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Lady Snowblood 2: Love Song of Vengeance (1974)

Tuesday, 23 November 2010 00:37 Stefano Locati Film - Giappone
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lady_snowblood2_0Compiuta la sua vendetta di sangue in una scia ininterrotta di morti, Yuki sarà braccata senza requie fino alla cattura. Sulla strada per il patibolo viene però liberata da Kikui, capo della polizia segreta, che la recluta come infiltrata. Dovrà fingersi una governante per entrare nella dimora di Tokunaga Ransui e sottrargli una lettera vitale per la sopravvivenza del regime. Il problema è che Ransui, attivista anarchico scampato a processi sommari finiti in assassinio, riconosce la ragazza, evitando comunque di smascherarla: finiranno alleati in una lotta impari contro le forze governative.

Tornando a occuparsi dell'eterea e spietata Kashima Yuki, Fujita accentua i toni politici, immergendo l'assassina in un mondo cupo e disperato; là dove nel primo episodio dominavano gli elementi e la natura, si sostituisce il contrasto tra i ricchi palazzi all'occidentale dei governanti e le baraccopoli suburbane in legno e detriti del sottoproletariato. La sceneggiatura privilegia una narrazione di più ampio respiro, dando maggiore spazio ai personaggi secondari e scardinando la struttura a flashback caratteristica del primo episodio in una storia più matura e spietata. La regia subisce un ulteriore irrobustimento simbolico, e basta prendere in considerazione la sequenza che precede i titoli di testa per notare la circolarità piena di rimandi interni che permea l'intera pellicola: inquadratura su delle lapidi, stacco, primo piano del volto funereo di Yuki, stacco, carrellata sugli uomini nascosti tra le lapidi con lei che si alza, stacco, piano sequenza all'indietro con Yuki che semina morte fino ad arrivare a un lago, dove cade l'ultimo assalitore, ultimo stacco sul suo volto egualmente impassibile. Se il rigore formale si mantiene costante, più altalenante risulta l'impatto emotivo, con la parte centrale che sembra ripetersi alla ricerca di uno sbocco. Peccato perdonabile, perché il finale - pur se con un pizzico di retorica di troppo - sa ripagare ogni pensabile disagio; i bianchi guanti del potere che si lordano di sangue, il sangue del popolo che trasmuta in acqua di lacrime, sotto le bandiere immote del nascente imperialismo nipponico. Da brivido.


paese: Giappone
anno: 1974
regia: Fujita Toshiya
sceneggiatura: Ohara Kiyohide, Osada Norio
attori: Kaji Meiko (Yuki), Harada Yoshio, Itami Juzo, Kishida Mori, Yoshiyuki Kazuko

 

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