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Last Princess, The (2008)

Friday, 07 January 2011 13:51 Stefano Locati Film - Giappone
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last_princess_0Un cerchio che si chiude: in origine c’è La fortezza nascosta/Hidden Fortress (1958), di Kurosawa Akira. Poi un certo George Lucas vede la pellicola, se ne innamora e, partendo da quel canovaccio, dopo lunga rielaborazione, dà alla luce Guerre stellari/Star Wars (1977). Per festeggiare il cinquantesimo compleanno dall’uscita del capolavoro di Kurosawa, la storia viene ripresa e adattata alla contemporaneità, secondo la lezione di popolarizzazione e spettacolarizzazione iniziata al cinema proprio da Lucas. L’idea di riscrivere un’opera sostanzialmente perfetta può apparire balzana, e poco comprensibile - come già era stato il caso, nel 2007, per il rifacimento di Sanjuro (1962). Ma Higuchi Shinji, regista del traballante catastrofico The Sinking of Japan (2006, a sua volta remake di un film del 1973) e dell’indigesta epica bellica Lorelei (2005), tira inaspettatamente fuori un omaggio che punta sull’azione e sullo sfavillio del colore, senza stare a vergognarsi troppo di confronti palesemente ingenerosi.

La magia di Kurosawa, con quella costruzione incalzante che riusciva a rendere dinamico anche il primo piano di uno sguardo, va irrimediabilmente persa, ma il gap tecnico-artistico è compensato dall’infrangibilità di una trama inaffondabile, nonostante l'aggiunta di fastidiosi cliché (non ultimo il sostrato romantico interclassista). Nell’antico Giappone del periodo Sengoku ci sono tre province in lotta tra loro. Yamana, sull’orlo della bancarotta e della fame a causa dei costi di guerra, invade la più debole Akizuki, nella speranza di mettere le mani sui fondi della nobiltà, così da poter sferrare l’attacco decisivo contro la più potente Hayakawa, alleata di Akizuki. L’invasione, guidata dallo spietato generale Takayama Gyobu, va a buon fine: il tesoro e la principessa Yuki, ultima discendente degli Akizuki, sono però scomparsi. Due poveri scapestrati, il minatore Takezo e il boscaiolo Shinpachi, riescono a evadere dalle grinfie dell’esercito di Yamana. Durante la fuga, sulla riva di un fiume, intravedono un luccichio: si tratta del bottino perduto, nascosto in tronchi da ardere. Takezo e Shinpachi sono comprensibilmente emozionati, salvo finire nelle mani del ladro Rokurota, che insieme all’efebico fratello li costringe ad aiutarli a trasportare il carico d’oro verso la vicina Hayakawa. Ben presto i due sfortunati popolani si renderanno conto che il “fratello” altri non è che la principessa Yuki in abiti maschili, mentre Rokurota è la sua guardia del corpo, guerriero formidabile e leale. La reazione del generale Takayama al raggiro non può che essere terribile.
The Last Princess/Hidden Fortress riesce a coinvolgere fino alla parte finale, in cui purtroppo si annacqua, dilungandosi senza necessità all’interno della fortezza in costruzione/Morte Nera. La scelta per gli attori è quella della mimesi completa rispetto agli originali, scelta evidente soprattutto nel caso di Rokurota/Abe Hiroshi, che cerca in tutti i modi di rifare Mifune Toshiro: per quanto convincente, persino intenso, non può che esserne un pallido riflesso. Ritmo, parentesi comiche e tensione crescente rimangono su livelli accettabili, anche se la coesione talvolta sembra sul punto di cedere. Un remake che sarà criticato dai puristi intransigenti, magari anche a priori, ma che perlomeno non è irriverente né ingombrante. Se poi servisse a far riscoprire l’originale, tanto di guadagnato.

 


paese: Giappone
anno: 2008
regia: Higuchi Shinji
sceneggiatura: Nakashima Kazuki, Kikushima Ryuzo, Oguni Hideo, Hashimoto Shinobu, Kurosawa Akira
attori: Nagasawa Masami (Yuki), Matsumoto Jun (Takezo), Abe Hiroshi (Rokurota), Miyagawa Daisuke (Shinpachi), Shiina Kippei (generale Takayama )

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