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Latitude Zero (1969)

Friday, 07 January 2011 14:04 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
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latitude_zero_0Primavera 1969: impegnati in ricerche sottomarine, gli scienziati Tashiro Ken, Jules Masson, e il giornalista Perry Lawton vengono coinvolti in un'incredibile guerra sottomarina fra Craig McKenzie - una sorta di Capitano Nemo che proviene da un mitico luogo detto Latitudine Zero, dove vivono uomini quasi immortali - e il dottor Malik, che grazie allo Squalo Nero e alle diavolerie escogitate dal suo genio malvagio, vuole distruggere l'Alpha, il sommergibile di McKenzie, e dominare il mondo...

Ingiustamente sottovalutato, Latitudine Zero è in realtà un buon film d'avventure fantastiche per ragazzini, di quelli che "Così ormai non se ne fanno più", e che funziona perfettamente nell'ambito del primal enjoyment, di quella sospensione dell'incredulità che certe pellicole di serie-B necessariamente richiedono (per esempio, il leone volante e i mostruosi assistenti di Malik, che da ragazzino puoi pure "fingere" di prendere per buoni, rivisti da adulto ti apparirebbero giocoforza puerili e rozzamente realizzati). Joseph Cotten e Cesar Romero non fanno altro che impersonare il superbuono e il supercattivo, due stereotipi qui volutamente enfatizzati, e non sorprende che il cattivo abbia al suo fianco una donna bruna, Lucretia (Patricia Medina) mentre al buono si affianca una dottoressa bionda, Anne Barton (Linda Haynes), attenendosi così a un altro stereotipo cinematografico che vuole la bruna malvagia, e la bionda disneyanamente buona. La pellicola di Honda possiede un fascino analogo a quello dei vecchi serials. Vengono in mente, per esempio, Undersea Kingdom (1936) di Eason e Kane, o La città perduta (The Lost City, 1935) di Harry Revier. Tuttavia, a prescindere dalla sua dichiarata derivazione "da un serial radiofonico di Ted Sherdeman", la trama ricorda curiosamente - elementi fantastique esclusi - il pirate-movie italiano Il mistero dell'isola maledetta (1965) di Piero Pierotti (si noti anche che il cattivo si chiama Malik in entrambe le pellicole!). In definitiva, un film fuori dal tempo, com'è fuori dal tempo Latitudine Zero stessa, sorta di Shangri La sottomarina (infatti il film potrebbe benissimo essere considerato una versione sottomarina di Orizzonte perduto), dove gli uomini e le donne non invecchiano. Da notare, inoltre, le sequenze ("d'ispirazione dantesca", scrissero addirittura alcuni critici!) della ricerca sull'isola, con scheletri, (ridicoli) topi giganti e pozzi sulfurei: se non proprio a Dante, Doré o Bosch, rimandano comunque agli horror europei coevi o a certe sequenze Avernali dei peplum italiani di Francisci, Freda e Bava. Quanto al doppiaggio italiano, mette in campo il meglio che la S.A.S. poteva offrire all'epoca: Emilio Cigoli per Cotten, Giorgio Gusso per Romero, Adriana De Roberto doppia la Medina, Michele Kalamera presta la voce a Jaeckel e Ada Maria Serra Zanetti alla bionda Haynes.

 


paese: Giappone
anno: 1969
regia: Honda Ishiro
sceneggiatura: Ted Sherdeman, Sekizawa Shinichi
attori: Joseph Cotten (McKenzie), Cesar Romero (Malik), Takarada Akira (Tashiro Ken), Okada Masumi (Jules Masson), Patricia Medina (Lucretia), Richard Jaeckel (Perry Lawton), Kuroki Hikaru (Kroiga)

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