Metropolis (2001)

metropolis_0Evidente referente è il Metropolis di Fritz Lang, che nella sua furia espressionista univa meccanizzazione forzata, luddismo ascetico e impeti da rivolta. Eppure questa moderna rilettura, a distanza di tre quarti di secolo, ricolora con nuove domande il mito dell’industrializzazione; ne risulta una parabola sul reale significato di identità nell’odierno orizzonte cibernetico. Ispirato a un manga di Tezuka Osamu (che pure sembra non avesse visto il film originale, ma fosse rimasto affascinato dalla locandina che ritraeva il famoso androide), mantiene intatta la sua riflessione sull’artificiale e sull’automazione/atomizzazione dell'umano - esasperandone al contempo (merito della sceneggiatura di Otomo Katsuhiro) le connotazioni sociopolitiche.

Ken’ichi e suo zio, un detective, arrivano nella futuribile Metropolis sulle tracce del dr. Laughton. Loro malgrado, verranno coinvolti negli intrighi del duca Red, che si serve del medico per ricreare artificialmente la defunta figlia, Tima, destinata a regnare sulla città. Ma chi è veramente Tima: un robot, un essere umano o qualcosa di ancora diverso?
L’animazione nipponica guarda ancora una volta all’ibridazione uomo/tecnologia, non già in chiave idilliaco positivista - come vorrebbe far credere una certa critica di segno tecno-orientalista, che nel Giappone vede un paradiso ormai integrato con l’artificiale e da esso permeato - bensì con occhio disilluso e problematico. Tra gli sbalzi sincopati di una colonna sonora di jazz swingato d’altri tempi, vengono tratteggiati personaggi sfaccettati e complessi che si muovono sullo sfondo di una città multicentrica e stordente nella sua tentacolarità. La regia di Rin Taro gioca con il sense of wonder dello spettatore (basti lo stacco dal mezzobusto del capo della polizia agli occhi degli allibiti protagonisti fino al gigantesco pesce che troneggia nell’acquario alle spalle del primo) senza lanciarsi in inutili virtuosismi; peccato solo per la perdita di mordente nel finale, con lungaggini che scivolano nella ripetizione.
Resta comunque una pellicola importante.

 


paese: Giappone
anno: 2001
regia: Rin Taro
sceneggiatura: Otomo Katsuhiro
attori: -