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My Neighbour Totoro / Il mio vicino Totoro (1988)

Sunday, 09 January 2011 15:59 Stefano Locati Film - Giappone
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mio_vicino_totoro_0La piccola Mei, la sorella maggiore Satsuki e loro padre, professore di antropologia all'università di Tokyo, si sono appena trasferiti in campagna, dove hanno acquistato una vecchia casa tradizionale; qui sperano che la madre, una volta dimessa dall'ospedale in cui si sta riprendendo da una lunga malattia, possa riposare e ritrovare le forze. Abituate al fragore e alla ressa delle grandi città, le due bambine scopriranno un mondo nuovo, fatto di silenzio, polvere, erba, corse, pioggia - fino ai piccoli e grandi segreti nascosti negli intersizi in legno della casa o nel folto del fogliame. Sarà infatti Mei, avventuratasi nel groviglio di tronchi dell'albero di canfora che domina sulla casa, la prima a scoprire l'esistenza di Totoro; spirito della foresta assonnato, buffo e imperscrutabile, diventerà un amico sognante ed etereo, tanto incomprensibile quanto indispensabile.

Senza mezzi termini e senza mezze misure, Tonari no Totoro è semplicemente un capolavoro; non tanto o non solo nel mondo dell'animazione (con un tratto dolce e realistico, ma pur sempre aperto a ogni forma di magia), quanto nel cinema tout court - confermando, mai ce ne fosse stato bisogno, l'inutilità di qualsiasi ghettizzazione preconcetta. Quarto lungometraggio di Miyazaki (il terzo dell'era Ghibli), è sintesi perfetta della sua insostituibile ricerca su uno sviluppo possibile e armonioso che comprenda il mondo dell'uomo e quello della natura - tema fondante di tutta la sua poetica a partire da Nausicaa. Di primo acchito è facile pensare al film come a un tipico prodotto generalista per famiglie, con ampie dosi di buoni sentimenti e l'assenza di violenza esplicita: fosse solo questo, si tratterebbe di un ben misero traguardo. Neanche il più scettico degli spettatori può però rimanere indifferente e nascondersi alle malie e incantamenti con cui è intessuta la narrazione; Tonari no Totoro è un intarsio poetico e avvolgente di candido stupore e inebriante gioia di esistere. Ogni inquadratura racconta con limpidezza cristallina della fragilità e grandezza racchiusa in ogni più insignificante gesto, dall'aprire le imposte di una stanza rimasta a lungo chiusa (l'incontro con i ma-kuro kurosuke, le palle di nera polvere che assomigliano a spiriti) al raccogliere una ghianda da terra (Mei che insegue Chibi e Chu Totoro fin nel folto del bosco). I sensi e le sensazioni vengono riplasmate, e ogni distinzione tra età adulta e il mondo dei bambini perde di significato. Così ci si ritrova a sorridere senza pudore, pervasi da brividi, inebetiti e privi di parole; perché come dimostra una delle scene più intense - in cui Satsuki e Mei aspettano l'arrivo dell'autobus sotto la pioggia e prestano al sopraggiunto Totoro uno dei loro ombrelli - la comunicazione al livello più intimo è un qualcosa che travalica qualsiasi linguaggio preconfezionato.

 

paese: Giappone
anno: 1988
regia: Miyazaki Hayao
sceneggiatura: Miyazaki Hayao
attori: -

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