Odd Obsession / Kagi / La chiave (1959)

odd_obsession_0L'ormai anziano esperto d'arte Kenmochi Kenji ha un'ossessione erotica per Ikuko, sua moglie, più giovane di lui. Impaurito dalla perdita di vigore causata dall'avanzamento di età, l'uomo si sottopone segretamente a periodiche iniezioni “ringiovanenti”. Lo stato di euforia protratta si paga però con un visibile decadimento fisico - tanto che i dottori gli sconsigliano di insistere nelle “cure”. Il giovane Kimura, assistente del dottore e fidanzato della figlia dei Kenmochi, gli suggerisce di trovare metodi alternativi per stimolare la sua libido. Detto fatto, Kenji scopre le gioie afrodisiache della gelosia: spinge lo stesso Kimura e la moglie a frequentarsi, diventando spettatore attivo nella nascente relazione. Il gioco si fa più intricato quando Ikuko rimane inaspettatamente coinvolta e Toshiko, loro figlia, si accorge dei cambiamenti in atto nel fidanzato e nei genitori.

Primissima riduzione di Kagi/La chiave di Tanizaki Junichiro, pubblicato originariamente nel 1956. La storia, resa celebre in Italia dalla rilettura scollacciata di Tinto Brass del 1983, è qui riadattata con acume e umorismo al mezzo cinematografico. Epurata la parte diaristica, riservata al geniale lampo cinico del finale, Ichikawa presenta una satira grottesca e tagliente sulla famiglia e sulla rigida società giapponese. La parabola discendente del signor Kenmochi, che da burattinaio dell'erotismo si ritrova burattino nelle mani della sempre più consapevole Ikuko, descrive l'implodere del desiderio, racconta il decadimento della passione, tratteggia un intreccio di pulsioni che coinvolge a ondate successive tutti i presenti. In apparenza si tratta di una innocua commedia con accenni di sensualità (ardite per l'epoca le scene della vasca e quella delle fotografie), sotto la superficie però racconta con spietata coerenza i giochi di potere che sottostanno al desiderio. Tutti i protagonisti nascondono le loro intenzioni e tentano di raggirare, in qualche modo, gli altri. La chiusa non può dunque essere che un guizzo beffardo. Con grande senso geometrico degli spazi e della scrittura, Ichikawa dimostra come sottrazione e attenzione per i particolari (valga la scena del gatto storpio) possano essere più incisivi di una messa in scena diretta e sfrontata.

 


paese: Giappone
anno: 1959
regia: Ichikawa Kon
sceneggiatura: Hasebe Keiji, Wada Natto, Ichikawa Kon
attori: Kyo Machiko (Kenmochi Ikuko), Nakamura Ganjiro (Kenmochi Kenji), Kano Junko (Kenmochi Toshiko), Nakadai Tatsuya (Kimura), Hamamura Jun (dottor Soma), Kitabayashi Tanie (Hana ), Sazanaka Kyu, Sugai Ichiro, Ushio Mantaro