Paradise (2005)

paradise_0Erika è figlia di un famoso deputato: dopo una estemporanea carriera come presentatrice televisiva, decide a sua volta di correre alle elezioni politiche, in sostituzione del padre ormai anziano. Come circoscrizione sceglie una sperduta area rurale di pescatori, roccaforte del genitore e serbatoio sicuro di voti. Durante i giri nel furgoncino per le strade sperdute di provincia, Erika dimostra però tutta la sua scostante saccenza, portando alla luce un carattere snob e un mal riposto senso di superiorità.

Dopo aver litigato con i collaboratori, abituati alla levatura del padre, si ritrova sperduta in un minuscolo porticciolo. Pur di arrivare in tempo a uno spettacolo televisivo in cui è ospite, costringe l'inesperto pescatore Yohei, da poco tornato all'ovile paterno dopo una disastrosa parentesi in solitaria in città, a traghettarla alla civiltà. Su una barchetta di fortuna, i due esauriscono il carburante e si ritrovano alla deriva. Finiscono spiaggiati su un'isola deserta: dovranno entrambi scendere a patti con il loro carattere, i loro segreti e i loro desideri.
Kamei Toru rielabora il sempre attuale tema della degenerazione presente in Il signore delle mosche di William Golding in chiave adulta, molto più cinica e carnale. Il suo è un lavoro morboso sulla psiche e sui corpi dei due protagonisti, costretti dall'isolamento a spogliarsi progressivamente di ogni velo di menzogna che mantenevano quando erano in società. Yohei deve scendere a patti con la sua sostanziale incapacità, rivelando man mano il suo istinto violento e prevaricatore, mentre Erika finisce col ritrovarsi dipendente e sottomessa alla volontà degli uomini, prima Yohei, poi un clandestino cinese alpha dominante. Paradise (in originale Rakuen Nagasarete) conferma dopo l'altrettanto concentrico Double Suicide Elegy (2005) la predilezione di Kamei per temi di confine, con uno sguardo sprezzante e distruttivo sui rapporti umani. Un film persino prevedibile nei passaggi e nello svolgimento, ma assolutamente inedito nella sua radicalità, tanto da risvegliare echi, in qualche modo, del cinema spietato di Imamura Shoei.

 


paese: Giappone
anno: 2005
regia: Kamei Toru
sceneggiatura: Kamei Toru, Nagamori Yûji
attori: Machida Shion (Erika), Sakaki Hideo (Yohei), Fujiko, Suzuki Ikkou, Bengal, Kobayashi Katsuya, Sato Kozo