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Parasite Eve (1997)

Monday, 10 January 2011 15:06 Stefano Locati Film - Giappone
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parasite_eve_0A differenza di troppe produzioni fanta-orrorifiche, che privilegiano l'aspetto spettacolare montando teorie pseudo-scientifiche del tutto campate in aria, il pregio di Parasite Eve è partire da basi di biologia accertate per scardinarle solo in un secondo momento, in modo da permettere al paranormale di entrare in azione. L'idea di Hideaki Sena, autore del romanzo da cui è tratto il film (esistono anche un videogioco, mix di Final Fantasy e Resident Evil, e un manga), è indagare il ruolo dei mitocondri nelle cellule.

I mitocondri svolgono alcune funzioni energetiche e, pur trovandosi all'esterno del nucleo, contengono al loro interno del Dna. La teoria più accreditata vede i mitocondri come parassiti che, migliaia di anni fa, si integrarono nelle cellule eucariote, entrando in un rapporto simbiotico ormai inscindibile. Proprio perché esterno al nucleo, negli esseri umani il Dna dei mitocondri viene trasmesso immutato seguendo la linea materna: studiandolo è possibile risalire alle prime donne umane. Fino a qui la scienza, oltre l'ignoto, che Sena ricolora immaginando come i mitocondri, all'apparenza silenti, siano in realtà organizzatissimi e in attesa dell'occasione buona per prendere il sopravvento sugli esseri umani. Il film di Masayuki Ochiai racconta di questa lotta, intersecandola con un melodramma della disperazione che coinvolge un biologo che ha dedicato la vita allo studio dei parassiti, sua moglie, morta in un incidente d'auto, un dottore che cerca un donatore di rene per una giovane paziente e una ricercatrice che deve tenere una conferenza. Questi personaggi diventano le pedine di una guerra per la supremazia biologica, che porta ai primi vagiti di una nuova razza. Lasciando da parte le derive d'azione, Ochiai predilige un passo riflessivo, che al deflagrare degli effetti speciali sostituisce l'inquietudine delle relazioni che si sfaldano, e che si vorrebbe a tutti i costi salvare. Purtroppo qualcosa non funziona a dovere, e Parasite Eve rimane un buon soggetto tarpato da raccordi affrettati (molti passaggi rimangono solo adombrati), qualche idea bislacca (il sistema di sicurezza dell'ospedale, semplicemente ridicolo) e poca coerenza nella scrittura dei personaggi (il dottore e la ricercatrice non fanno quasi nulla per tutto il tempo).A differenza di troppe produzioni fanta-orrorifiche, che privilegiano l'aspetto spettacolare montando teorie pseudo-scientifiche del tutto campate in aria, il pregio di Parasite Eve è partire da basi di biologia accertate per scardinarle solo in un secondo momento, in modo da permettere al paranormale di entrare in azione. L'idea di Hideaki Sena, autore del romanzo da cui è tratto il film (esistono anche un videogioco, mix di Final Fantasy e Resident Evil, e un manga), è indagare il ruolo dei mitocondri nelle cellule. I mitocondri svolgono alcune funzioni energetiche e, pur trovandosi all'esterno del nucleo, contengono al loro interno del Dna. La teoria più accreditata vede i mitocondri come parassiti che, migliaia di anni fa, si integrarono nelle cellule eucariote, entrando in un rapporto simbiotico ormai inscindibile. Proprio perché esterno al nucleo, negli esseri umani il Dna dei mitocondri viene trasmesso immutato seguendo la linea materna: studiandolo è possibile risalire alle prime donne umane. Fino a qui la scienza, oltre l'ignoto, che Sena ricolora immaginando come i mitocondri, all'apparenza silenti, siano in realtà organizzatissimi e in attesa dell'occasione buona per prendere il sopravvento sugli esseri umani. Il film di Masayuki Ochiai racconta di questa lotta, intersecandola con un melodramma della disperazione che coinvolge un biologo che ha dedicato la vita allo studio dei parassiti, sua moglie, morta in un incidente d'auto, un dottore che cerca un donatore di rene per una giovane paziente e una ricercatrice che deve tenere una conferenza. Questi personaggi diventano le pedine di una guerra per la supremazia biologica, che porta ai primi vagiti di una nuova razza. Lasciando da parte le derive d'azione, Ochiai predilige un passo riflessivo, che al deflagrare degli effetti speciali sostituisce l'inquietudine delle relazioni che si sfaldano, e che si vorrebbe a tutti i costi salvare. Purtroppo qualcosa non funziona a dovere, e Parasite Eve rimane un buon soggetto tarpato da raccordi affrettati (molti passaggi rimangono solo adombrati), qualche idea bislacca (il sistema di sicurezza dell'ospedale, semplicemente ridicolo) e poca coerenza nella scrittura dei personaggi (il dottore e la ricercatrice non fanno quasi nulla per tutto il tempo).

 


paese: Giappone
anno: 1997
regia: Ochiai Masayuki
sceneggiatura: Sena Hideaki, Kimizuka Ryoichi
attori: Mikami Hiroshi, Hazuki Riona, Nakajima Tomoko, Omura Ayako, Inagaki Goro

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