Rebirth, The (2007)

rebirth_0In pochi si sarebbero aspettati che questa pellicola giapponese potesse vincere il premio più ambito al 60° Festival di Locarno. Invece così è accaduto e la giuria ha deciso di consegnare il Pardo D'Oro a Ai no yokan - The Rebirth di Kobayashi Masahiro, figura poliedrica di regista, attore, sceneggiatore e musicista, già premiato in svariati festival internazionali per le sue precedenti opere, come Kanzen-naru shiiku: onna rihatsushi no koi (2003), menzione speciali proprio alla rassegna svizzera, e apprezzato da buona parte della critica.

L'omicidio di una ragazza a opera di una compagna di classe è raccontato dal padre della vittima e dalla madre dell'assassina sotto forma di intervista. Almeno così è all'inizio, perché superate queste sequenze iniziali, i due genitori sono seguiti nei loro gesti quotidiani: preparare la frittata, mangiare alla mensa, lavorare in una fonderia, operazioni ripetute senza parole per tutto il resto del film. The Rebirth ha sicuramente delle pecche, in primo luogo nella regia incerta, ma è affascinante nel suo montaggio perfetto, opera di Kaneko Naoki, nell'essenzialità dei dialoghi, quasi ridotti a zero, nella cadenza lenta e nella ripetizione ossessiva di gesti e situazioni, ricordando, in certi punti, elementi del cinema di Ozu Yasujiro. La ripetizione e i ritmi lenti ne costituiscono il più delle volte l'essenza, riprendendo direttamente quella componente di ritualità tipica della cultura asiatica e che il titolo "rinascita" richiama esplicitamente. Per questo è un film destinato probabilmente a non essere compreso totalmente dal grande pubblico e che, nonostante la vittoria a Locarno, potrebbe passare inosservato nei cinema. In fin dei conti, come tutti le pellicole estreme o comunque audaci, non lascia scelta allo spettatore: o si apprezza o si detesta. È comunque impossibile che lasci indifferenti.

 


paese: Giappone
anno: 2007
regia: Kobayashi Masahiro
sceneggiatura: Kobayashi Masahiro
attori: Kobayashi Masahiro, Watanabe Makiko