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Returner (2002)

Monday, 10 January 2011 15:54 Stefano Locati Film - Giappone
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returner_02084: asserragliati tra i monti del Tibet sono rifugiati gli ultimi vagiti dell'umanità, sotto assedio di una misteriosa e invincibile razza aliena, i Daggra (nemici in tibetano). La giovane Milly (Miri) deve tornare indietro nel tempo per distruggere la prima astronave e il primo alieno - che atterrarono sulla terra nel 2002. Qui giunta il suo destino si intreccia con quello di Miyamoto, letale cacciatore di taglie di origini cinesi che ha giurato di uccidere Mizoguchi, spietato membro delle triadi trapiantate in Giappone, che quindici anni prima ha rapito un suo amico. Dapprima incredulo, Miyamoto viene coinvolto dalla ragazzina in una lotta senza quartiere contro gli uomini di Mizoguchi per recuperare l'alieno - intanto trasportato all'Istituto Nazionale di Scienza Spaziale - e liberarlo prima che sia troppo tardi.

All'apparenza Returner non è altro che uno spin-off di Terminator realizzato mixando i protagonisti di Leon con lo stile finto-dark di Matrix e i buoni sentimenti di E.T. (senza dimenticare qualche scopiazzatura da Mission Impossible 2). Sarebbe bello proseguire rivelando la verità sotto la superficie, ma il problema è esattamente questo: oltre l'apparenza Returner si rivela un contenitore vuoto, un roboante scatolone che rispolvera la preoccupante vacuità dei modelli senza aggiungere alcunché di nuovo. Yamazaki Takashi porta a frutto l'esperienza maturata col precedente Juvenile, che tolti gli ammennicoli di contorno aveva una trama sostanzialmente identica, e imbastisce un giocattolone che fa la felicità degli amanti di sparatorie al ralenti ed esplosioni rocambolesche, ma lascia a bocca asciutta chi perlomeno si aspettava un prodotto completo di trama e cervello. Constatato che in due ore buone di spettacolo si ha lo spazio per centinaia di pallottole, decine di scontate frasi ad effetto e pose iperstilizzate senza numero, spiace accorgersi di come non si sia trovato modo di rimediare agli evidenti salti di sceneggiatura (tutto il finale potrebbe regalare intere notti in bianco agli appassionati di paradossi temporali) e all'imperante sensazione di freddezza. Merito egualmente degli attori - passi per Ann Suzuki, perlomeno divertente con il muso perennemente imbronciato, inguardabile però Takeshi Kaneshiro, monocorde e ingessato, con tanto di inscusabile spolverino in pelle nera - e della messa in scena che, per eccesso di coolness, naufraga nelle acque della coazione a ripetere dell'immaginario futurista più scontato. Ben fatti - e non poteva essere diversamente - gli effetti speciali, con navi aliene misto tra gli origami metallici dei Transformer e i robottoni di Macross/Robotech.

 


paese: Giappone
anno: 2002
regia: Yamazaki Takashi
sceneggiatura: Yamazaki Takashi
attori: Kaneshiro Takeshi (Miyamoto), Ann Suzuki (Milly), Kishitani Goro (Mizoguchi), Kirin Kiki (Xie), Okamoto Yukiko (dr.ssa Yagi)

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