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Rodan (1956)

Monday, 10 January 2011 16:15 Riccardo F. Esposito Film - Giappone
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rodan_0Monte Aso (Kyushu), anni '50. In una miniera di carbone vengono scoperti i cadaveri di alcuni minatori orribilmente straziati. Presto se ne scoprono i colpevoli: orribili larve che il dott. Kashiwagi spiega essere di una specie preistorica dì drago-volante detto meganulon. Interviene l'esercito e inizia a sterminare i mostri, annidati nella miniera; ma, a causa di un crollo, Shigeru, un ingegnere che vi lavora, viene isolato dagli altri ed è ritrovato tempo dopo in seguito a un'eruzione vulcanica, completamente privo di memoria. Quando la riacquista, assistito dalla fidanzata Kiyo, ricorda di aver visto un gigantesco rettile preistorico uscire da un enorme uovo all' interno di una caverna...

Distribuito in Giappone il 26 dicembre 1956 (negli Stati Uniti il 7 novembre 1957 e in Italia nel settembre del 1958), Sora no Daikaiju Radon è il primo film a colori di mostri giganti. E Honda, Eiji Tsuburaya e lo staff incaricato dei tokusatsu (effetti speciali) se la cavano abbastanza bene con i nuovi problemi posti dalla fotografia a colori (di Ashida Isamu). Le sovrimpressioni sono accettabili e i modellini non stonano poi così tanto. Alcune sequenze sono decisamente suggestive, come quella del flashback in cui Shigeru vede l'enorme uovo dischiudersi e uscirne Radon che si nutre delle larve (una vera scena-incubo... del resto l'intera pellicola potrebbe essere considerata un film "a tesi" sul tema dell'INCUBO); quella dell'incendio successivo al primo attacco del mostro in città; o l'inseguimento aereo con relativo abbattimento del ponte provocato dal semplice spostamento d'aria causato dalle enormi ali del mostro. Anche se una delle nostre preferite (molto fifties) è senz'altro quella dei due sposini (Onaka Seiji e Nakata Yasuko) che decidono, sebbene sconsigliati dal personale del loro hotel, di fare una gita e, mentre la sposina si fa fotografare dal marito, alle spalle dell'uomo spunta la sagoma di Radon.
Il primo daikaiju eiga a colori è anche un evidentissimo omaggio ad Assalto alla Terra (Them!, 1954) di Gordon Douglas, e non solo nella raffigurazione delle larve del meganulon, molto simili alle formicone del film di Douglas, ma anche nella riproposta di alcune sequenze soltanto lievemente modificate (cfr. le scene iniziali della miniera, o quella dell'elicottero, decisamente simile a quella in cui, in Them!, gli eroi della storia controllavano dall'alto le formicone: anche il modello dell'elicottero è quasi identico!). Altre fonti di ispirazione sembrano essere state Tarantola (1955) di Arnold, e i primissimi film di sf dei fifties (soprattutto nelle sequenze in cui i telegiornalisti di Pechino, Manila, Okinawa e Tokyo commentano l'avvistamento del mostro).
L'edizione che circola attualmente in piccole tv private (si tratta di una versione spagnola malamente ridoppiata) è ridotta, sia rispetto all'originale che alla vecchia edizione italiana curata nel 1958 dalla Cid (e riedita nei primi-anni '70). Sono sparite anche certe assurdità (che però chi vide il film all'epoca ben ricorda) della vecchia edizione, come il battezzare "trogloditi" (sic!) le larve del meganulon...

 


paese: Giappone
anno: 1956
regia: Honda Ishiro
sceneggiatura: Kuronuma Ken, Murata Takeo, Kimura Takeshi
attori: Sahara Kenji (Shigeru), Shirakawa Yumi (Kiyo), Hirata Akihiko (prof. Kashiwagi), Tajima Yoshifumi (Izeki)

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