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Zatoichi 3: New Tale of Zatoichi (1963)

Sunday, 23 January 2011 04:40 Stefano Locati Film - Giappone
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zatoichi_3_0Come sempre Zatoichi è in viaggio, in questo caso alla volta della nonna, che non vede da quattro anni. Sulla strada si imbatte però in un vecchio amico, Tame, ridotto alla rovina e costretto a girovagare con la moglie e il figlio in cerca di fortuna. Mentre sono in una locanda a ricordare i tempi andati, fanno irruzione alcuni ladri mascherati che derubano i clienti da tutti i loro averi. Grazie a un particolare raccontato da Tame (un tatuaggio su una mano), Zatoichi riesce a recuperare i soldi, ma un altro pericolo è in agguato.

Yasuhiko, fratello di Kanbei - che il massaggiatore cieco aveva ucciso nel precedente episodio - si para dinanzi a lui desideroso di vendetta. L'inevitabile scontro è rimandato dall'intervento di Banno, maestro di Zatoichi, che lo invita a bere alla sua scuola. Qui lo stanco viandante ritrova la sperduta Yayoi, sorella minore del maestro, che è previsto sposi presto Morooka - da lei detestato. Pur di aiutarla, Zatoichi è disposto ad abbandonare il sentiero oscuro dei fuorilegge per fuggire con lei, ma s'interpone Banno, confessando di reputarlo indegno di unirsi con la discendente di un onorevole samurai.
Giunti al terzo episodio, nella lunga serie del massaggiatore cieco fa irruzione il colore, che accompagnerà tutte le future scorribande: con le nuove e delicate cromature pastello viene così descritto un mondo arcadico instabile, destinato a crollare sotto i colpi di disonestà e ingiustizia, dove anche i presunti puri di cuore sono costretti a rivelare la loro natura demoniaca. Un peccato allora che una trama tanto ricca - caratteristica d'altra parte comune all'intera saga, con accorte cesellature nel proporre intrecci complessi - si perda in ingiustificate magagne di raccordo. L'ingresso in scena di Tame, ad esempio, non è altro che un pretesto per introdurre un'altra dote di Zatoichi, la sua abilità nel suonare lo shimasen, ma del tutto inutile a fini narrativi, visto che Tame scompare dalla scena. Tutta la prima parte è dunque in larga parte slegata dal proseguo, risultando scomposta - se non irritante: chi ha però la pazienza di aspettare, si trova dinanzi un caleidoscopio di sensazioni sempre più profonde. L'insinuante attrazione che lega Yayoi a Zatoichi è la più profonda e meglio inscritta nel mondo palustre del vagabondo solitario; mentre nei primi due episodi gli accenti amorosi sembravano solo pretestuosi, qui Tanaka Tokuzo riesce a far vibrare le corde della commozione. Senza dimenticare il vertiginoso bagno nel dolore finale, dove Katsu-shin ha modo di sondare tutta la sua espressività: tradito dal maestro, perso tra i sentimenti per Yayoi e il senso dell'onore, si vedrà costretto a reimpugnare - ancora e sempre - la spada. Per seminare la morte, il cuore oppresso e nero.

 


paese: Giappone
anno: 1963
regia: Tanaka Tokuzo
sceneggiatura: Inozuka Minoru, Umebayashi Kikuo
attori: Katsu Shintaro (Zatoichi), Tsubouchi Mikiko, Kawazu Seizaburo, Suga Fujio, Kondo Meiko, Chitose Shinjo

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