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Zatoichi 2: The Tale of Zatoichi Continues (1962)

Sunday, 23 January 2011 04:43 Stefano Locati Film - Giappone
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zatoichi_2_0Un anno dopo i fatti narrati nel primo episodio, Zatoichi deve raggiungere il tempio Joshoji a Sasaga per omaggiare Hirate, l'amico/nemico che ha dovuto uccidere contro la propria volontà. Sulla strada incappa nella famiglia Kuroda e viene pagato perché massaggi il capo clan, di ritorno dalla capitale Edo. Il problema è l'evidente instabilità mentale del nobile; terminato il lavoro, sulle tracce del massaggiatore vengono mandati dei sicari che si assicurino la notizia non sia diffusa, il che porterebbe alla rovina dell'intera famiglia.

Riuscito a sfuggire all'assalto, Zatoichi si rifugia in una locanda dove incontra Setsu, intrattenitrice con la voce identica a Chiyo, donna da lui un tempo amata. Nella locanda si trova anche Yoshiro, un ronin che a sua volta amava una donna di nome Chiyo - e inaspettatamente anche lui conferma la somiglianza fisica della donna. Setsu, attratta dal cieco Zatoichi perché a sua volta figlia di un massaggiatore ambulante, gli si concede, sottraendolo alle ronde degli uomini dei Kuroda. Ma sulle tracce di Zatoichi ci sono anche gli uomini di Kanbei, che precedono lo spadaccino cieco e si recano da Sukegoro - presso il quale aveva soggiornato l'anno precedente Zatoichi - per informarlo della prossima venuta del ricercato. Intanto il destino di Zatoichi si intreccia con quello di Yoshiro, in realtà ricercato dai messi imperiali per i numerosi crimini commessi: i due fuggitivi sono legati più di quanto loro stessi immaginino...
Guardare The Tale of Zatoichi Continues è come assistere alla nascita di un uomo da una statua d'argilla. Solo in questa seconda puntata la figura di Zatoichi si modella appieno ed emergono molti dei tratti caratteristici che accompagneranno il personaggio in tutta la lunga saga; Katsu Shintaro porta a maturazione le intuizioni solo abbozzate in precedenza e, grazie anche a una regia più attenta alle sue movenze, con incisivi primi piani a sottolinearne le espressioni, salda compiutamente la sua postura dinoccolata con le movenze tra lo sgraziato e il felino (ma ugualmente letali) dello spadaccino cieco. Nonostante la trama sia - pur coinvolgente e ben orchestrata - meno compatta che in The Tale of Zatoichi, è proprio grazie a questa seconda fatica che è possibile comprendere come la figura di Zatoichi sia entrata a diritto nell'immaginario collettivo di una nazione. Tutti i movimenti di Katsu-shin, dall'estrarre la spada a rimanere ricurvo in attesa, i sensi all'erta, emanano un pathos straniante - un deliquio di calma apparente, pronta ad esplodere in lampi di ordinata furia - quasi da rimanere col fiato sospeso. Nella cura di questi particolari infinitesimi - gocce di sudore che stillano accanto agli occhi chiusi, balenii sfuggenti di lame come vento di morte - è nascosta anche tutta la differenza che passa tra un incapsulamento seriale degenerato in intrattenimento televisivo da telenovelas (come capita spesso alle serie molto lunghe) e un lento, tentacolare evolversi cinematograficamente appagante: certo, alcuni personaggi ritornano a distanza di tempo, il mondo del nostro anti-eroe viene divelato poco a poco, come nei migliori telefilm - ma con una dirompenza narrativa e una complessità di sfondo da lasciare impressionati. Come bonus, coprotagonista è qui quel Wakayama Tomisaburo che diverrà a sua volta famoso nei panni di Ogami Itto con la serie Lone Wolf and Cub.

 


paese: Giappone
anno: 1962
regia: Mori Kazuo
sceneggiatura: Inuzuka Minoru, Shimozawa Kan
attori: Katsu Shintaru (Zatoichi), Wakayama Tomisaburo (Yoshiro), Sawamura Sanosuke (Kanbei), Mizutani Yoshie (Setsu), Mari Masayo (Tane), Nakamura Yutaka (Sanzo), Yanagi Eijiro (Sukegoro)

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