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My Darling is a Foreigner (2010)

Tuesday, 09 November 2010 16:05 Stefano Locati Film - Giappone
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My Darling is a ForeignerIl divertente e intelligente manga autobiografico di Oguri Saori, che nel complesso ha venduto oltre tre milioni di copie in Giappone, è il pretesto per una raggiante commedia sentimentale che si intrufola nella coppia formata da una aspirante mangaka giapponese e da un giornalista/insegnante statunitense con il pallino della etimologia della lingua giapponese.

A differenza delle molte commedie sulle incomprensioni nelle relazioni interculturali, My Darling is a Foreigner salta tutti gli stereotipi sugli occidentali e sui giapponesi e mostra subito intenzioni più nobili: Saori e Tony non sono macchiette deputate a rappresentare i luoghi comuni delle rispettive culture di appartenenza, ma figure atipiche, vitali, viventi. Saori è inventiva, determinata, decisa a far valere la propria attrazione anche di fronte all'iniziale indifferenza di Tony. L'americano è buffo, commette errori di interpretazione, come normale in un paese straniero, ma è anche un profondo conoscitore della cultura e della lingua, tanto da stupirsi di venir presentato ai genitori di lei non in una situazione formale, ma in una informale. My Darling is a Foreigner mantiene tutti i cliché del filone, dalla passione all'inevitabile crisi, con conseguente allontanamento, fino alla prevedibile riconciliazione, ma lo fa con tocco suadente, aggirando scene madri strappalacrime o banali ricette di filosofia spicciola. Rivela così una relazione sentimentale (qualsiasi essa sia) nella sua natura di compromesso, certo, ma anche di insondabile divertimento nel conoscere e accettare l'altro-da-sé. Che sia nel differente concetto di colazione, o nei diversi modi di fare il bucato, non è la nazionalità di nascita, ma le diversità intrinseche di ciascun essere umano, a testare la solidità di un legame. E se la morale non è nulla di rivoluzionario né sovversivo rispetto all'usuale parafernalia romantica, la messa in scena sbarazzina contribuisce ad appagare i sensi, complice anche l'alchimia tra i due protagonisti, la simpatica Inoue Mao e la rivelazione Jonathan Sherr, inaspettatamente perfetto nella parte. Non si esce da canoni e limiti del genere d'elezione, ma con quell'autoironia necessaria a mettere di buon umore.

paese: Giappone
anno: 2010
regia: Ue Kazuaki
sceneggiatura: Oshima Satomi
attori: Inoue Mao (Saori), Jonathan Sherr (Tony), Irie Masato, Bando Takumi

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