Yakuza Papers, The / Battles without Honor and Humanity (1973)

yakuza_papers_0Fukasaku Kinji, regista di punta della Toei negli anni Settanta, inizia con The Yakuza Papers (anche conosciuto come Battles without Honor and Humanity o Fight without Honor) una serie di grandissimo successo (in giappponese Jingi naki tatakai, per un totale di 9 film, i primi 8 diretti da Fukasaku con Sugawara Bunta protagonista). Si distacca nettamente dai modelli polizieschi precedentemente noti, rifiutando lo stile alto applicato allo yakuza eiga e rinunciando soprattutto a dipingere i suoi protagonisti come eroi nobili, moderne reincarnazioni di samurai e paladini.

Per distaccarsi dalla tradizione il regista sposta l'azione in un'Hiroshima disordinata e appena colpita, nel periodo post-bellico, dalla bomba atomica: è una città intrisa di miseria e violenza. Lo scenario ideale, di squallore quotidiano, ripreso con grinta documentaristica (la macchina a mano e i personaggi presentati con una didascalia, come nei servizi dei telegiornali), dove ambientare queste serie reali (così erano denominati i film di questo filone). Altra differenza sono le pedine in gioco, appartenenti a gang rivali, fondamentalmente di due tipi: da un lato la minoranza dei malavitosi leali ma sfruttati, come l'emergente Hirono Shozo (l'ottimo Sugawara, il cui carattere avrebbe dovuto morire a fine film: dopo aver firmato un contratto in esclusiva per partecipare ai successivi episodi della saga gli fu garantita vita più lunga), dall'altra la maggioranza, gli infidi e gli avidi, come il boss Yamamori, capace di supplicare e di mettersi a piangere di fronte ai suoi uomini - summa iniuria! - pur di ottenere ciò che gli interessa. La trama - un intreccio ricco di colpi di scena, guerriglie urbane, omicidi, tradimenti, menzogne e lotte intestine - è più complicata della media, ma l'affresco dell'undergound criminale che ne deriva e della moltitudine di figure che lo abitano è estremamente convincente. Non mancano, su esplicita richiesta della produzione, gli eccessi, le situazioni adulte e la violenza cruenta (un paio di amputazioni subito in apertura e tanto sangue). Non manca neanche l'ironia di Fukasaku, che per dissacrare il mondo degli yakuza sfrutta l'ingenuità dei loser che riprende. In una sequenza geniale, Shozo, che si prepara a tagliarsi una falange per riparare a un errore, si deve far prima spiegare dall'arrogante moglie del suo capo quale sia la procedura giusta da seguire: dopo di che il dito schizza nel pollaio e prima di essere ritrovato viene sbecchettato dalle galline. Colonna sonora di altissimo livello, location e fotografia che rendono la strada il miglior palcoscenico possibile, una sceneggiatura a prova di bomba e tanti duri che recitano con il fisico completano un discorso qualitativo acclamato a viva voce dal pubblico, giustamente accorso in massa.

 


paese: Giappone
anno: 1973
regia: Fukasaku Kinji
sceneggiatura: Iiboshi Koichi, Kasahara Kazuo
attori: Sugawara Bunta (Hirono Shozo), Matsukata Hiroki (Sakai Tetsuya), Umemiya Tatsuo (Wakasugi Hiroshi), Watase Tsunehiko, Kaneko Nobuo, Ibuki Goro, Kawaji Tamio, Nakamura Eiko