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Samurai Assassin (1965)

Sunday, 23 January 2011 14:08 Stefano Locati Film - Giappone
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samurai_assassin_0Edo, la capitale imperiale, è un dedalo di intrighi e cospirazioni: la posta in gioco è il futuro della nazione. Con le potenze occidentali alle porte, il Giappone deve scegliere la strada da percorrere per non soccombere. E' a partire dal febbraio 1860 che prendono il via eventi tali da portare alla inevitabile dissoluzione dello shogunato Tokugawa - prodromo del prepotente ingresso nell'era moderna da parte di un paese allora ancora legato al modello feudale. Samurai e ronin fedeli al clan Mito stazionano davanti a uno dei trentasei ingressi della città, il cancello Sakurada, solitamente usato dal daimyo degli Hekone, Naosuke; l'intento è di assassinarlo, in modo da affossare l'intera dinastia.

Qualcosa va però storto, Naosuke e la sua scorta non oltrepassano le mura, il piano sfuma e all'interno del clan iniziano le indagini: il sospetto è che ci sia un traditore che ha avvertito il lord. Principali indiziati sono un ronin burbero ed esperto nell'arte della spada, Niiro, e un eclettico pensatore, amante della filosofia occidentale, Einosuke.
Okamoto Kihachi - uno dei maestri del jidai geki, nonostante il suo nome sia messo in ombra dai più blasonati Kurosawa Akira, Kobayashi Masaki o Inagaki Hiroshi - tratteggia l'annichilente affresco di un epoca: uno sguardo saldo e raggelante nella sua integralità, disvelatore di un mondo fatto di sotterfugi, patti, onore, gloria e alleanze passeggere. L'attenzione non è puntata tanto sull'azione - per quanto i duelli rimangano impressi come esercizi stilistici di fulminea e letale plasticità, sotto una pioggia scrosciante sempre presente - quanto sui retroscena delle macchinazioni per guadagnare il predominio. Tutti paiono avere i loro tornaconto: i samurai dei Mito puntano ad avvantaggiarsi nell'elezione del nuovo shogun. Niiro, figlio illegittimo che non conosce l'identità del padre (un potente samurai), vuole mettersi in luce per entrare alle dipendenze di una famiglia importante. Einosuke crede che la morte di Naosuke possa significare il definitivo mutamento delle priorità, verso una indispensabile modernizzazione. Ognuno è costretto ad appoggiarsi all'altro per raggiungere i propri scopi, ma quando il dubbio inizia a serpeggiare ogni certezza si sfalda e ciascun personaggio sarà costretto a scelte estreme - andando incontro al proprio tragico destino. Come Einosuke spiega a Niiro: "Siamo precipitati in un vortice di cambiamenti rivoluzionari. Siamo come intrappolati in un mulinello irrefrenabile, in cui tutti pensano 'Devo fare qualcosa'".
Riflessione pessimista e crepuscolare, Samurai Assassin (da una novella di Gunji Jiromasa, sceneggiatura di Hashimoto Shinobu - collaboratore di Kurosawa da Rashomon in poi e di Masaki con Seppuku o Samurai Rebellion) riesce nel difficile compito di esemplificare il destino di un paese nel sentire e agire dei personaggi, evitando derive di noioso nozionismo storico. I protagonisti non sono cioé burattini che inscenano la Storia, sterili maschere di una messa in scena documentaristica, quanto - al contrario - è il contesto storico che pone in essere le prospettive e le possibilità dei persoaggi, liberi sempre e comunque di scegliere la loro strada e certo consapevoli di inabissarsi in voragini di perdizione dalle quali è impossibile riemergere; basti lo sconvolgente e apocalittico finale, con la pazzia che divampa e rimane unica vera regnante.

 


paese: Giappone
anno: 1965
regia: Okamoto Kihachi
sceneggiatura: Gunji Jiromasa, Hashimoto Shinobu
attori: Mifune Toshiro (Niiro Tsuruchiyo), Kobayashi Keiju (Einosuke Kurihara), Aratama Michiyo (Okiko), Ito Yonosuke (Kenmotsu Hoshino), Matsumoto Koshiro (Naosuke Ii), Ton Eijiro (Masagoro Kisoya)

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