School Day of the Dead / Requiem - Il festival dei morti (2000)

school_day_of_the_dead_0Lo stesso anno di First Love/Hatsukoi - veicolo per la nascente star Tanaka Rena - Shinohara Tetsuo torna a indagare i sentimenti adolescenziali, ma con piglio decisamente più inquietante. Yuko, giovane studentessa del club di teatro alla Tezuka Academy - scuola privata cattolica - si getta dal tetto dell'edificio, non lasciando alcuna spiegazione se non una copia della sua ultima opera: si tratta di una piece teatrale sulla tragica storia d'amore - avvenuta ottant'anni prima entro le mura scolastiche - tra un insegnante d'arte tedesco e una insegnante di musica.

Machiko, coetanea e amica di Yuko, è decisa a portare in scena la storia, intitolata Blue Eyed Angel come un quadro presente nella galleria della scuola, per onorare il suo ricordo. I problemi sorgono quando una ad una le amiche di Machiko cominciano a morire in circostanze misteriose: la polizia pensa inizialmente a semplici coincidenze, ma Machiko - con l'aiuto del professore di teatro Kurobayashi e del nuovo arrivato Kouyama - è ben intenzionata a scoprire la verità.
Amori maledetti, leggende metropolitane, una spruzzata di teoria del complotto e, su tutto, omicidi seriali: sembrano gli ingredienti base di un qualsiasi teen-slasher d'oltreoceano. Le intenzioni di Shinohara sono però ben più alte, considerati i continui riferimenti di cui School Day of the Dead (Requiem: il festival dei morti il titolo dell'edizione italiana) è infarcito: da Shakespeare (la risoluzione teatrale è presa di peso dall'Amleto) ai Notturni di Chopin; dai chiari di luna di Debussy all'attenzione simbolica per gli incroci temporali (la storia d'amore che pare ripetersi nel presente); dall'ossessione per i dipinti alla sottile relazione che viene a instaurarsi tra Machiko e Kurobayashi. Il tentativo è certo interessante, dacché illumina sotto forma di metafora (nera) il difficile percorso di maturazione di un'adolescente, tra sogni umorali e paure parentali (i sospetti sul padre); è però un tentativo incompleto e incompiuto. Lasciando da parte l'imbarazzante prova di Thone Camus, visibilmente sperduto, il film rimane infatti in bilico tra slanci elitaristi da horror psicologico-autoriale e irruenza spiccia da whodunit scolastico; indeciso su quale direzione prendere, si torpa le ali su entrambi i fronti, finendo col deludere qualsiasi aspettativa. Tra le poche cadute di tono (la scena degli incappucciati è in eccesso) si nota un'ottima cura del contorno (fotografia, scenografie, movimenti di macchina); purtroppo non basta a sprofondarci in una storia troppo mentale e poco emozionale.

 


paese: Giappone
anno: 2000
regia: Shinohara Tetsuo
sceneggiatura: Akagawa Jiro (romanzo), Abe Teruo, Yamada Tamami
attori: Fukada Kyoko (Yuki Machiko), Kato Masaya (Kurobayashi), Uchida Asahi (Kouyama), Nezo Jinpachi (Yuki Shozo), Sakamoto Mika, Hayashi Tomoko, Miyazaki Yoshiko (ms. Izumi), Thone Camus (David Thornhill)