Sky High (2003)

sky_high_0Saga a cavallo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, Sky High vorrebbe barcamenarsi tra epica e melodramma. Purtroppo la lotta parallela del poliziotto Kanzaki e della sua fidanzata Mina, diventata spirito guida dei morti dopo essere stata uccisa, contro un magnate che vuole evocare un demone per riportare in vita il suo amore defunto, si trasforma in un incongruente videoclip di dubbio gusto e zero coerenza.

Tratto da un manga di Takahashi Tsutomu, già fonte per una serie televisiva di successo, il lungometraggio è ammorbato dalla ingombrante spocchia pseudo-autoriale di Kitamura Ryuhei (Versus, Azumi), che appesantisce un soggetto pur interessante con i suoi deteriori segni di grandeur coatta. La recitazione svampita, una sceneggiatura da sudori freddi, colma di non sequitur e dimenticanze, e sequenze inserite alla rinfusa, nel tentativo forsennato di accaparrarsi i favori degli adolescenti (spettacolare l'inutile fan-service della giornalista che sgattaiola a quattro zampe in redazione in minigonna e maglia scollata) finiscono con l'indisporre. Delusione ulteriore, l'abilità prossima allo zero degli attori e soprattutto di Shaku Yumiko con la spada, inesistente rispetto a quanto mostrato in Princess Blade (dove non a caso le coreografie erano di Donnie Yen).

 


paese: Giappone
anno: 2003
regia: Kitamura Ryuhei, Tsuruta Norio
sceneggiatura: Takahashi Tsutomu (manga)
attori: Shaku Yumiko (Mina), Tanihara Shosuke (Kanzaki), Osawa Takao (Kudo), Itaya Yuka, Okamoto Aya, Sakai Masato, Shiina Eihi (Izuko), Yoshino Kimika