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Strange Circus (2005)

Sunday, 23 January 2011 16:18 Stefano Locati Film - Giappone
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strange_circus_0Una storia brutale e grottesca a base di abusi, incesto, omicidio e scarificazioni, oppure una storia colorata e scanzonata sull'universo allucinato di una perfida scrittrice di romanzi erotici? Trattandosi di un film di Sono Shion (Suicide Club/Suicide Circle), la scelta è difficile, eppure non necessaria: in qualche modo alchemico e misterioso, in Strange Circus convivono entrambe le anime - l'aberrazione e l'innocenza, la brutalità e la speranza, la perversione e l'anelito alla comprensione.

Con uno stile compulsivo, che mescola una tavolozza di colori pieni di matrice pop a un discorso mai banale sulle modificazioni di corpo e mente nell'adattarsi al dolore, il film procede per scarti nello spazio/tempo (passato/presente, realtà/costruzione letteraria/psiche). Mitsuko è una bambina precoce, coinvolta suo malgrado nell'universo violento del padre. Chiusa in una custodia di violoncello con apposito buco, è costretta a guardare gli amplessi dei genitori, tanto da iniziare a confondere se stessa con la madre. Stacco: quanto visto è l'incipit del nuovo racconto di Taeko, scrittrice di romanzi erotici costretta su una sedia a rotelle. La folta schiera di editor pare soddisfatta, prefigurando l'ennesimo successo, ma l'editor capo chiede al nuovo assistente, Yuji, di indagare sul conto della donna. Qual è la relazione tra la sua vita e ciò che scrive?
Per quanto bizzarro e sconclusionato possa sembrare in superficie, Strange Circus procede con una logica inoppugnabile nello svelare deviazioni e abbandoni, con un obiettivo ben preciso in testa che si svela solo progressivamente, in vista del finale. Nel maelstrom della mente debellata di Taeko (una intensa Miyazaki Masumi, splendida nelle espressioni corrucciate che riesce a imprimere al volto), disconnessa da qualsiasi possibile normalità, si insinua un dubbio più grande, rappresentato da Yuji (un Ishida Issei al culmine della sua coolness), che corrode tutte le barriere costruite nel corso del tempo. Di nuovo ambiguità: il rapporto tra Taeko e Yuji disorienta, ma nasconde una sintesi ulteriore - definitiva. Strange Circus è un aggregato complesso, e insieme estremamente semplice, che riesce ad ammaliare pur nell'annichilente mole di depravazioni che contiene. Ma come sembra dire Sono, è solo nell'estremismo sanguinante delle avversità che è possibile ritrovare se stessi (il che equivale a sfuggire se stessi, come dimostra il contraltare di Noriko's Dinner Table) - per quanto sconvenienti e oscuri possano essere gli esiti. Insieme alle asfissianti parabole di Ranpo Noir (Kaneko Atsushi, Jissoji Akio, Sato Hisayasu, Takeuchi Suguru, 2005) e ai pungiglioni di Imprint (Miike Takashi, 2005), un cinema arcigno, che colpisce in profondità, ma che sa rigenerare lo sguardo, iscrivendo a fuoco le sensazioni sul corpo.

 


paese: Giappone
anno: 2005
regia: Sono Shion
sceneggiatura: Sono Shion
attori: Miyazaki Masumi (Taeko), Ishida Issei (Yuji), Oguchi Hiroshi (Gozo)

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