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Street of Love and Hope, A / Il quartiere dell'amore e della speranza (1959)

Sunday, 23 January 2011 16:29 Stefano Locati Film - Giappone
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street_of_love_and_hope_0Dopo un periodo di apprendistato come aiuto regista e sceneggiatore, a soli ventisette anni Oshima Nagisa fece il suo esordio in qualità di regista: età insolita per tale passaggio, perlomeno negli studi della Shochiku di quell'epoca, in cui la maggior parte del personale restava aiuto regista fino ai quarant'anni. Si trattava però di un periodo di passaggio: la gloriosa Shochiku, patria di Ozu Yasujiro e di Kinoshita Keisuke, arrancava dietro al successo dei film di nuova concezione della Toei e della Nikkatsu. Kido Shiro, il presidente esecutivo, decise così di puntare sulle nuove leve, e si convinse ancor di più quando lesse la sceneggiatura che gli fu presentata da Oshima, Hato o horu shonen (Il ragazzo che vende piccioni).

Ne naque un film controverso, che deluse le aspettative di Kido, troppo legato al cinema sentimentale e populista del secondo dopoguerra: ma nonostante lo scetticismo, Street of Love and Hope (il titolo fu modificato in Ai to kibo no machi per volontà della casa produttrice) rimane un film fondamentale, che diede il via alla cosiddetta Shochiku Nuberu Bagu - termine coniato da alcuni critici in assonanza con la coeva nouvelle vague francese - spronando il successivo esordio di altri giovani aiuto registi come Shinoda Masahiro e Yoshida Yoshishige.
Oshima, politicamente attivo e vicino al movimento studentesco che di lì a un anno avrebbe infiammato il Giappone nelle proteste contro il trattato di sicurezza con gli Stati Uniti, presentava una visione aspra e inconciliabile dei rapporti tra ricchi e poveri. La sua storia aveva una morale amara, e sotto la facciata da dramma romantico nascondeva un rifiuto netto della poetica Shochiku fatta di rispetto per le tradizioni ed empatia verso i personaggi. Masao è un ragazzo povero, costretto a vendere i propri piccioni da compagnia a un angolo della strada, per aiutare la madre ammalata e la sorellina a tirare avanti. Li compra Kyoko, studentessa ricca ma altruista, che compresi i motivi di Masao è spinta ad aiutarlo. I piccioni sono però addestrati a tornare a casa del ragazzo, e non è la prima volta che lui li vende, sostanzialmente perpetrando un imbroglio. Intanto l'insegnante di Masao, miss Akiyama, ha preso particolarmente a cuore la sua storia e vorrebbe aiutarlo a trovare un buon lavoro. Per questo chiede a Kyoko un appuntamento con il padre, dirigente di una prestigiosa ditta che però, in passato, non ha mai considerato l'opportunità di assumere studenti usciti dalla scuola pubblica, preferendo giovani ragazzi di campagna, meno problematici. Al colloquio si presenta Yuji, fratello maggiore di Kyoko, che è attratto da subito dalla donna. Mentre Kyoko e Masao iniziano timidamente a conoscersi, Yuji e Akiyama si frequentano. Ma un abisso separa le due coppie: status sociale, incomprensioni e rivalse sono in agguato per separarli.
In poco più di un'ora (il film era proiettato in coppia con un altro) Oshima distrugge ogni speranza di incontro tra classi: nonostante la buona volontà e l'amore dimostrati sia dalla ricca Kyoko che dalla povera insegnante, gli estremi rappresentati dal sottoproletario Masao e dall'alto borghese Yuji restano distantissimi, senza possibilità d'incontro. Yuji ritiene Masao un debole, poco meno che un furfante, mentre Akiyama non riesce a sopportare il cinismo dell'uomo, e finisce con il separarsene. Il film, piuttosto che un percorso ascendente da melodramma classico (in cui la storia segue le peripezie delle coppie, prima separandole e poi riunendole per il gran finale), sceglie la strada opposta in un impeto antidialettico: avvicinamento, unione, separazione assoluta. Il culmine simbolico (non a caso criticato dai produttori, ma che Oshima lottò per mantenere) è raggiunto nel finale, nella scena in cui una sconvolta Kyoko chiede al fratello di abbattere a fucilate il piccione di Masao, come si trattasse di un normale tiro al piattello. L'amore e la speranza annichiliscono, lasciando il posto a un senso di disgregazione imminente.

 


paese: Giappone
anno: 1959
regia: Oshima Nagisa
sceneggiatura: Oshima Nagisa
attori: Fujikawa Hiroshi (Masao), Tominaga Yuki (Kyoko), Chino Kakuko (miss Akiyama), Watanabe Fumio (Yuji), Mochizuki Yuko (madre di Masao), Ito Michio (sorella di Masao)

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