Tomie (1999)

tomie_0Tsukiko è una studentessa universitaria vittima di amnesia e insonnia causate da un misterioso incidente avvenuto nel suo passato: ogni notte è perseguitata da incubi in cui è ricoperta di sangue e in cui vede una strana figura chiamata Tomie. Tsukiko, che vive insieme al fidanzato Yuuichi, è decisa a risolvere la situazione e per questo frequenta un centro di ipnoterapia diretto dalla dottoressa Hosono. All'insaputa di Tsukiko, nell'appartamento vicino al suo il nuovo inquilino ha intanto riportato a casa una testa (inspiegabilmente viva) avvolta in un sacchetto. L'uomo inizia a nutrire l'entità, finché dalla testa non si sviluppa una ragazza completa: il suo nome è Tomie...

Tomie, tratto da un manga di Ito Junji, procede lento e ipnotico nello svelare il mistero relativo al passato di Tsukiko, avvolgendo i personaggi in spire sempre più dense di rimandi simbolici. In ogni caso, come è chiaro sin dal titolo, il personaggio cardine, significativamente inquadrato il meno possibile, quasi mai direttamente in volto, è Tomie, che fa innamorare di sé gli uomini, qualsiasi uomo, fino alla follia, fino a che l'unica soluzione per loro non è quella di ucciderla, affinché lei possa tornare di nuovo, rinata per gemmazione dal suo stesso corpo. Oikawa disinnesca gli elementi più bizzarri e macabri tipici dei fumetti di Ito (visibili invece in altri film tratti dallo stesso autore, come Uzumaki e Long Dream di Higuchinsky), per concentrarsi sulla rappresentazione dell'universo giovanile, in modo simile a quanto fatto - con risultati inferiori - da Shibuya Kazuyuki in Love Ghost (2001). Tomie trascende così i confini dell'horror per trasformarsi in una parabola sulla mostruosità vista come connaturata alla fase di passaggio al mondo adulto: la fenice Tomie è in qualche modo ogni giovane donna giapponese, presa nei suoi aspetti conturbanti e al contempo perturbanti. Tomie è insieme carnefice e vittima, mostro e freak, ma continua a mantenere la sua innocenza, perché per quanto brutali siano i suoi atti, sono un effetto circolare delle proiezioni che su di lei ha il sesso maschile. Tomie è l'anello impazzito sfuggito al controllo della catena infinita di sopraffazioni e sottomissioni che sono le relazioni umane. È certamente uno spirito votato alla vendetta, ma anche, simultaneamente, uno spirito destinato alla continua distruzione. Per questo l'effetto (voluto) del film non è tanto quello di spaventare, di inorridire, ma più propriamente di inquietare (complice anche una colonna sonora destabilizzante), di scavare sotto la patina di normalità per mostrare in forma di metafora i reali rapporti di forza sottesi alla società giapponese - e di rimando umana. Una favola macabra più profonda di quanto suggerirebbe l'indagine a ritroso nei ricordi di Tsukiko, che scava nelle zone oscure della psiche. Fino a quel sibillino confronto finale, in cui cade la maschera: Tomie è ognuno di noi.

 


paese: Giappone
anno: 1999
regia: Oikawa Ataru
sceneggiatura: Oikawa Ataru, Ito Junji
attori: Nakamura Mami (Izumisawa Tsukiko), Kusano Kouta (Saiga Yuuichi), Kanno Miho (Kawakami Tomie), Douguchi Yoriko (dr. Hosono), Taguchi Tomorowo (detective Harada), Rumi (Kaori)