Eijanaika / Perché no? (1981)

eijanaika_0Il film mostra l'atmosfera carnascialesca che ha caratterizzato un particolare periodo storico giapponese, a cavallo tra il 1867 e il 1868, poco prima della cosiddetta Restaurazione Meiji. Il protagonista è un contadino di nome Genji, il quale fa ritorno dall'America dopo essere stato salvato da un naufragio, proprio da una nave battente bandiera a stelle e strisce. Il soggiorno americano dell'uomo dura sei lunghi anni e al suo rientro in patria trova un Giappone in via di veloce cambiamento. La vita  che ha lasciato non è più la stessa: la moglie, caduta in disgrazia, è stata venduta come schiava e lui si invaghisce di un'altra donna. In un periodo di traumatici sconvolgimenti politici, Genji è coinvolto in una serie di vicende che prenderanno una piega drammatica.

“Eijanaika” si traduce grossolanamente con “perché no?”/“e allora?” e sta a indicare un atteggiamento di massa sostanzialmente dissoluto, diffusosi in Giappone durante il periodo Keiō (1865-1868). Imamura Shohei mostra come le rivolte delle classi più povere fossero anche uno spontaneo gesto di ribellione contro la propria miserevole condizione sociale. Il regista si concentra come suo solito sui ceti meno agiati del paese, quelli che pagano il prezzo della politica, ovvero di quelle scelte che vengono dal mondo dei potenti.
Questa pellicola è in fondo un'epica del cambiamento, ambientata nella confusione di zone urbane fetide, dove regna il chiasso di feste dai rituali talvolta oscuri e dal significato incerto. Imamura cattura con sapienza un momento della storia del Giappone durante il quale le persone hanno semplicemente deciso di godersela e, nel contempo, protestare senza remore di sorta. Anche in questa opera del cineasta non poteva mancare una rappresentazione della donna in chiave di una debordante e vitale sessualità. I personaggi femminili della storia lottano, amano e si ribellano tanto quanto gli uomini; il tutto all'insegna di quella passionalità molto cara al regista. Attraverso il suo magico realismo, Imamura indaga le relazioni tra la parte impulsiva e animale dell'animo umano e gli ambienti sociali più umili. Il regista offre un'immagine spregiudicata di un paese claustrofobico, popolato di figure marginali e irregolari che violano regole e tabù. Propone un Giappone ben lontano da quello "ufficiale", fornendo una sorta di provocatoria controstoria con al centro vicende di non integrazione e trasgressione. Perché no? è la cronaca di un popolo alle prese col traumatico confronto con la modernità, in cui i poveri restano sempre poveri. Ragion per cui, meglio godersi tutto quel che si può... perché no?


paese: Giappone
anno: 1981
regia: Imamura Shohei
sceneggiatura: Imamura Shohei, Miyamoto Ken
attori: Izumiya Shigeru (Genji), Momoi Kaori, Ogata Ken, Tsuyuguchi Shigeru

Il film mostra l'atmosfera carnascialesca che ha caratterizzato un particolare periodo storico giapponese, a cavallo tra il 1867 e il 1868, poco prima della cosiddetta Restaurazione Meiji. Il protagonista è un contadino di nome Genji, il quale fa ritorno dall'America dopo essere stato salvato da un naufragio, proprio da una nave battente bandiera a stelle e strisce. Il soggiorno americano dell'uomo dura sei lunghi anni e al suo rientro in patria trova un Giappone in via di veloce cambiamento. La vita che ha lasciato non è più la stessa: la moglie, caduta in disgrazia, è stata venduta come schiava e lui si invaghisce di un'altra donna. In un periodo di traumatici sconvolgimenti politici, Genji è coinvolto in una serie di vicende che prenderanno una piega drammatica.

Eijanaika” si traduce grossolanamente con “perché no?”/“e allora?” e sta a indicare un atteggiamento di massa sostanzialmente dissoluto, diffusosi in Giappone durante il periodo Keiō (1865-1868). Imamura Shohei mostra come le rivolte delle classi più povere fossero anche uno spontaneo gesto di ribellione contro la propria miserevole condizione sociale. Il regista si concentra come suo solito sui ceti meno agiati del paese, quelli che pagano il prezzo della politica, ovvero di quelle scelte che vengono dal mondo dei potenti.

Questa pellicola è in fondo un'epica del cambiamento, ambientata nella confusione di zone urbane fetide, dove regna il chiasso di feste dai rituali talvolta oscuri e dal significato incerto. Imamura cattura con sapienza un momento della storia del Giappone durante il quale le persone hanno semplicemente deciso di godersela e, nel contempo, protestare senza remore di sorta.

Anche in questa opera del cineasta non poteva mancare una rappresentazione della donna in chiave di una debordante e vitale sessualità. I personaggi femminili della storia lottano, amano e si ribellano tanto quanto gli uomini; il tutto all'insegna di quella passionalità molto cara al regista. Attraverso il suo magico realismo, Imamura indaga le relazioni tra la parte impulsiva e animale dell'animo umano e gli ambienti sociali più umili.

Il regista offre un'immagine spregiudicata di un paese claustrofobico, popolato di figure marginali e irregolari che violano regole e tabù. Propone un Giappone ben lontano da quello "ufficiale", fornendo una sorta di provocatoria controstoria con al centro vicende di non integrazione e trasgressione. Perché no? è la cronaca di un popolo alle prese col traumatico confronto con la modernità, in cui i poveri restano sempre poveri. Ragion per cui, meglio godersi tutto quel che si può... perché no?